Heurtaux: "Guardavo i Blues in tv poi l’incubo con un sms"

Il difensore dell’Udinese è subito partito per la Francia. «Una cosa terribile, ho chiamato i miei parenti: per fortuna stanno bene»
Thomas Heurtaux - Udinese
Thomas Heurtaux - Udinese

UDINE. Ha 27 anni Thomas Heurtaux, sin da bambino sogna di giocare nei Blues. Di marcare qualche top player del calcio mondiale allo Stade de France, di cantare la Marsigliese a squarciagola. Come aveva fatto per l’under 21 di Francia al Torneo di Tolone qualche anno fa.

Era davanti alla tv l’altra sera Heurtaux. Francia-Germania, impossibile perdersela. Poi quel boato, il primo. E un messaggino ricevuto al cellulare. Devastante. «Mentre stavo guardando la Nazionale ho ricevuto una notifica sul cellulare da parte di un notiziario francese». Esplosione fuori dallo stadio, spari in centro a Parigi. Spari con un kalashnikov le prime notizie. «Ma era solo l’inizio...drammatico...una cosa incredibile», continua il difensore francese dell’Udinese.

Migliaia di chilometri

Sei lì a Udine, migliaia di chilometri di distanza da casa. I tuoi parenti in Francia, a Parigi. Quale francese non ha un parente, un amico, un conoscente a Parigi. «Li ho subito chiamati tutti, uno a uno per accertarmi che stessero bene. Sono stati minuti incredibili perché man mano che passava il tempo e più la dimensione della tragedia aumentava. Una cosa incredibile, un attacco alla Francia».

La culla dello stato moderno. Heurtaux lo sa bene. È ragazzo riflessivo, intelligente. Lo si capisce da quello che dice sul suo paese. «È vero, la Francia è una nazione multietnica, tutti possono trovare posto e vengono rispettati... ma questi sono gesti ingiustificabili e imperdonabili. E una cosa è chiara: questi soggetti non hanno nulla a che vedere con gli stranieri ben integrati nella nostra nazione».

Integrazione modello gusto

No, l’integrazione, la storia di una nazione non può, non deve cambiare a causa di questi attentati, a causa della follia umana, secondo il calciatore. «Un immenso pensiero alle vittime e alle loro famiglie» conclude.

Volo a Parigi

Thomas con la fidanzata è subito partito per la Francia. Dopo una notte quasi insonne per aver seguito passo passo l’evoluzione della terrificante serie di sangue a Parigi, si è allenato in mattinata e poi è partito approfittando anche dei due giorni e mezzo di riposo concessi da mister Colantuono.

Thereau sconvolto

Non ha avuto paura Heurtaux a tornare in Patria. Anzi. Sconvolto per quanto accaduto anche l’altro francese dell’Udinese Cyril Thereau. Troppo anche per dire qualcosa.

Bierhoff allo stadio

E al centro della vicenda, nel cuore della mattanza che ha sconvolto il mondo, anche un ex giocatore dell’Udinese, Oliver Bierhoff. L’indimenticato bomber, infatti, è il team manager della nazionale tedesca che ha passato la notte dopo la partita allo Stade de France. Solo ieri mattina il rientro a Francoforte dopo un trasferimento blindatissimo dai servizi di sicurezza francesi al vicino aeroporto De Gaulle.

No, quel rumore sordo udito allo stadio non era una bomba carta o qualcosa del genere. Era solo l’inizio della tragedia. Heurtaux a mille chilometri di distanza l’ha capito presto.

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