“Graffitati” e beffati: multe fino a 150 euro anche per i proprietari

Nel nuovo regolamento previste sanzioni pure a chi non pulisce. L’assessore Venanzi: potenzieremo anche la videosorveglianza

Multe più salate per i graffitari. Il nuovo regolamento della polizia municipale che sarà discusso oggi in giunta prevede infatti una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro per chi imbratta muri ed edifici pubblici o privati. Il problema è che identificare gli autori dei vandalismi è quasi impossibile e così a pagare il conto saranno anche le vittime cioè i proprietari degli immobili.

Solo una volta i vigili sono riusciti a trovare il colpevole, quando il 20 aprile dello scorso anno alcuni studenti hanno pensato bene di lasciare un segno tangibile del loro passaggio imbrattando il muro, il pavimento e una panchina in marmo della loggia del Lionello con uno spray di vernice rossa.

E infatti il Comune ha deciso di potenziare anche la videosorveglianza soprattutto nelle zone più “bersagliate” dai vandali come per esempio vicolo Sottomonte. Ma sono in arrivo sanzioni anche per i proprietari degli immobili. Perché il Comune non può intervenire per ripulire le scritte quando si trovano su edifici o pertinenze private.

E allora l’unica via per garantire il decoro è quella di “invitare” a ripulire i cittadini. O con l’ordinanza di un dirigente comunale o attraverso l’intimazione contenuta nel verbale. La multa in quel caso va - sempre che la giunta non decida di modificare il testo - da 25 a 150 euro. E se i proprietari dei muri resi “indecorosi” dai vandali non provvedono allora il Comune può provvedere a ripulire e poi presentare il conto.

«È chiaro che il nostro obiettivo non è quello di colpire i proprietari degli immobili che hanno subìto un atto di vandalismo - ha sottolineato l’assessore al Commercio e al Turismo, Alessandro Venanzi -. Abbiamo portato da 36 a un massimo di 300 euro la sanzione amministrativa per chi deturpa il patrimonio pubblico e privato perché vogliamo penalizzare i vandali e potenzieremo ancora la videosorveglianza. Ma c’era anche la necessità di avere un regolamento a tutela della sicurezza e del decoro della città nell’interesse della collettività. Adesso, per esempio, in caso di scritte a contenuto politico o blasfeme o contrarie alla pubblica decenza, il Comune potrà intervenire con maggiore tempestività».

Per Giovanni Marsico di Identità civica «la sanzione fino a 300 per i writers è risibile: nel comune di Trieste, il sindaco Di Piazza ha promesso tolleranza zero e multe fino a 10 mila euro». In aggiunta ovviamente ai costi per il ripristino e a quanto prevede il codice penale.

L’articolo 639 stabilisce che “chiunque deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 103 euro. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a mille euro”.

Non solo: “Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici, si applica la pena della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1.032 e si procede d’ufficio”.

Le multe insomma sono già previste dalla legge ma sia Marsico che il capogruppo del M5s Fleris Parente avrebbero voluto sanzioni amministrative più salate. «Ne parleremo in commissione», ha aperto l’assessore che non esclude ulteriori inasprimenti. «Il 21 marzo scorso - ha ricordato Marsico - avevo chiesto anche che gli edifici pubblici imbrattati venissero ripuliti in tempi brevi, ma il documento è stato dimenticato in un cassetto e attende ancora una risposta. Finalmente anche il vicesindaco Carlo Giacomello concorda sul fatto che il sistema di videosorveglianza sia da implementare per la sicurezza dei cittadini e dei suoi monumenti: Udine ha bisogno di riacquistare un decoro che è stato perso per mano di incivili che devono essere puniti».

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