Gorizia, la casa di riposo sarà restaurata: salvati 30 posti di lavoro

GORIZIA. Partiranno entro la fine della primavera del 2014 gli attesissimi lavori di ristrutturazione, da un milione di euro, per mettere finalmente a norma la casa di riposo comunale “Angelo Culot” e scongiurare così definitivamente il rischio di una chiusura che, oltre a privare la città di una struttura fondamentale, avrebbe messo a rischio una trentina di posti di lavoro.
Attualmente, come noto, la casa di riposo è priva di autorizzazioni all’esercizio: non ci sono la segnalazione certificata di inizio attività e il certificato di prevenzione incendi, mancanze che hanno indotto l’amministrazione comunale, a limitare per il momento l’accoglienza ad un massimo di 50 anziani a fronte dei 127 posti previsti, bloccando nuovi accessi tanto che attualmente gli ospiti sono rimasti appena 39.
La tempistica dell’intervento è stata delineata ieri dal sindaco Romoli: «La Regione ha condiviso i contenuti progettuali e adesso scatta una corsa contro il tempo perché dovremo procedere con la stesura del progetto esecutivo e poi avviare subito la fase d’appalto. L’obiettivo è arrivare a far iniziare i lavori almeno entro giugno perché abbiamo bisogno di accogliere nuovi ospiti il prima possibile altrimenti, dal punto di vista gestionale e finanziario, quella struttura non è sostenibile. I lavori verranno eseguiti in un unico lotto».
In consiglio comunale, lo stesso Romoli ha ufficializzato la disponibilità del finanziamento regionale che consentirà di far partire la ristrutturazione: «L’assessore regionale alla sanità Telesca ci ha confermato che arriveranno 500 mila euro dalla finanziaria e il prossimo anno se ne renderanno disponibili altri 500 mila nell’ambito delle variazioni di bilancio. Sarà dunque possibile riaprire a nuovi ospiti e il progetto prevede che si potranno accogliere, una volta eseguiti i lavori, 60 non autosufficienti».
L’ufficio tecnico comunale ha definito un progetto che prevede lavori in grado anzitutto di rendere fruibile la casa di riposo con la realizzazione di adeguate vie di fuga (ascensore e scale esterne) e l’adeguamento agli standard di sicurezza.
Si tratta di lavori che interesserebbero solo una parte dell’edificio e ciò consentirebbe di mantenere attiva l’altra ala e di riaprire poi gli accessi a nuovi ospiti fino ad arrivare, come ricordato dal sindaco, a 60 anziani non autosufficienti considerato il numero minimo per mantenere la struttura in linea di galleggiamento dal punto di vista gestionale-finanziario.
L’assessore al welfare e alle politiche sanitarie Silvana Romano ha spiegato che saranno realizzati, in accordo con la Regione, tre nuclei su altrettanti piani in grado di ospitare 20 anziani non autosufficienti per ogni piano.
Sulla questione casa di riposo hanno presentato interrogazioni il capogruppo del Pd Giuseppe Cingolani e Livio Bianchini di Sel il quale ha anche posto l’accento su altri due problemi della sanità goriziana: la trombolisi e ll taglio dei posti letto per la riabilitazione.
«Il problema trombolisi è stato discusso nell’ambito della conferenza dei sindaci – ha precisato l’assessore – e si sta approfondendo la questione delle nuove normative. Se verificheremo che c’è la possibilità di un via libera allora avremo di nuovo il servizio di trombolisi. In conferenza abbiamo parlato anche della riabilitazione. Purtroppo quei posti letto non sono stati mantenuti anche se nel frattempo è stata rafforzata l’attenzione sul territorio con gli infermieri di comunità. La questione è aperta e a breve la affronteremo direttamente con l’Azienda sanitaria».
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