Gorizia, centro trasfusionale nuovo scontro sull’accorpamento

GORIZIA. È nuovamente scontro sull’accorpamento a Cattinara (Trieste) del Centro trasfusionale sinora operante negli ospedali di Gorizia e Monfalcone.
Dopo che, in seguito al pressing esercitato dai sindacati e dal personale ospedaliero, l’avvio del nuovo modello organizzativo (già previsto per il primo aprile) era stato posticipato di un paio di mesi, ora i vertici dell’Ass Isontina hanno espresso l’intenzione di non rinviare oltre il trasferimento, facendolo quindi partire il primo giugno.
Da tale data, dunque, nei turni notturni, nei fine settimana e nelle giornate festive il servizio trasfusionale dell’Area vasta giuliano-isontina sarà totalmente a carico dell’Azienda triestina che, attraverso il personale di Cattinara dovrà rispondere – a distanza - anche alle necessità di sangue di Gorizia e Monfalcone.
Il punto è che, nel frattempo, ci sono state le elezioni, e la nuova giunta Serracchiani ha “cestinato” la riforma Tondo, “salvando” l’Ass Isontina che sarebbe stata soppressa. Per questo motivo tutte le iniziative di area vasta sono al momento in stand by, in attesa di conoscere gli orientamenti del nuovo esecutivo in cui l’assessorato alla sanità è ricoperto da Maria Sandra Telesca.
Tutte, tranne il trasferimento del Centro trasfusionale, a meno che, da qui al primo giugno, dal palazzo della Regione di Trieste non arrivi uno stop.
Per questo il sindacato autonomo Fials ha scritto alla Telesca esortandola a «rinviare tale processo riorganizzativo, a causa del quale la disomogeneità di trattamento dei pazienti di Gorizia nei confronti di quelli di Trieste è evidente, anche al fine di esaminare le criticità emerse».
Sull’argomento è intervenuto anche il primo cittadino di Medea, Alberto Bergamin, il quale ha sollecitato il dg dell’Ass Marco Bertoli a sospendere l’accorpamento che «così come prefigurato – ha detto – non dà garanzie di efficienza per i pazienti».
Bertoli ha, tuttavia, replicato affermando che, viceversa, il modello organizzativo garantirebbe la massima sicurezza ai ricoverati.
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