Gorizia, altra sforbiciata in vista per medici e infermieri

GORIZIA.
È allarme-personale per l’Azienda sanitaria Isontina, sulla base delle indicazioni contenute nel Pal (Piano attuativo locale) redatto dai vertici dell’Ass e approvato dalla Regione. Un incontro che il direttore sanitario Marco Bertoli e la responsabile infermieristica Mery Marin hanno avuto con i rappresentanti di tutte le sigle sindacali ha fatto emergere un’altra delle conseguenze che potrebbe avere l’enorme sottrazione di risorse (ben 13 milioni in meno rispetto al budget dello scorso anno) imposta dalla Regione.
Oltre 50 unità in meno. L’obbligo di abbassare le spese del personale dell’1% farà sì che, nel 2014, non saranno sostituiti i dipendenti che andranno in pensione (24) né saranno rinnovati i contratti a tempo determinato (una trentina). In totale, quindi, una sforbiciata di oltre 50 unità lavorative, per lo più infermieri e Oss, ma anche medici. Il timore che un taglio del genere possa incidere sull’efficienza dei servizi è forte. Anche perché già ora carenze di personale vengono lamentate in vari reparti e la riorganizzazione prefigurata, con i famosi tagli dei “doppioni” fra Gorizia e Monfalcone (chiusura del Punto nascita e del Dipartimento materno-infantile a Gorizia, abolizione dell’area-degenze della Cardiologia, “settimana corta” in Chirurgia e Ortopedia) potrebbe non essere sufficiente per permettersi il lusso di rinunciare a un numero così elevato di assunti.
Possibili altri tagli. Anche tagliando su tutto quello che c’è scritto nel Pal, insomma, l’Ass Isontina non riuscirà a chiudere l’anno in pareggio. Diversi reparti ospedalieri rischiano di trovarsi in una grave situazione di sottorganico con pesanti ripercussioni sui carichi di lavoro di chi resta e sull’efficacia del servizio all’utenza. Per questo si paventano tagli ancor più drastici di quelli sin qui annunciati.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








