Gli architetti alla mostra del Messaggero Veneto
Accolti dal condirettore Paolo Mosanghini, gli iscritti all’Ordine hanno ripercorso la storia del giornale

Una mostra che ripercorre il dialogo mai interrotto fra la città di Udine e il mondo: dal boom economico alle tensioni di confine, fino alla rivoluzione digitale. Una storia letta, sin dal dopoguerra, attraverso le pagine del Messaggero Veneto.
Continuano così le visite alla mostra “La voce della comunità” sulla storia del Messaggero Veneto in occasione degli ottant’anni del giornale. La mostra, inaugurata il 5 maggio, rimarrà aperta fino a domenica per poi spostarsi in altre località del Friuli.

Martedì pomeriggio sono stati ospiti della mostra alcuni iscritti all’Ordine degli architetti, i quali hanno visitato le sale di palazzo Morpurgo guidati dal condirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini. Al piano terra viene ripercorsa la storia del giornale e i traguardi raggiunti sotto il profilo dell’innovazione tecnologica, con l’evoluzione introdotta nella redazione di viale Palmanova. Al piano superiore spazio viene dedicato alle prime pagine, a un profilo dello storico direttore Vittorino Meloni nonché a un focus sull’inserto Messaggero scuola, senza tralasciare un doveroso approfondimento sul terremoto.
Sono in programma altre visite dedicate agli iscritti agli ordini professionali. Se dunque la scorsa settimana era stata la volta degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti, a visitare domani la mostra saranno i giornalisti iscritti all’Ordine competente, alle 9, e poi quelli appartenenti all’Ordine degli avvocati, alle 17.30. Il testimone passerà quindi all’Ordine dei geometri, i cui iscritti sono attesi a palazzo Morpurgo questo venerdì.

La mostra, come si accennava, è visitabile fino a questa domenica, con ingresso gratuito con i seguenti orari: venerdì (dalle 16 alle 19.30), sabato e domenica (dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.30).
L’iniziativa racconta di frammenti di storia che sono diventati un’eredità condivisa, schegge di vita vissuta che richiamano la nostra coscienza alla responsabilità del ricordare per proiettarci verso il futuro.
Resta aperta, parallelamente, anche l’esposizione dedicata al cinquantennale del terremoto, a palazzo Elti, a Gemona. La mostra, in questo caso, è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30; per le scuole sono previste visite guidate (prenotazioni a gaga.scuola@email.it).
“Friuli 1976. Una gran voglia di vivere nel segno del Messaggero Veneto”: questo il titolo dell’iniziativa che si struttura come un viaggio dentro l’archivio più vivo del giornale, quello che visse il terremoto non da spettatore, ma da baricentro di una comunità ferita.
Entrambe le esposizioni sono realizzate in collaborazione con Bluenergy e Banca 360 Fvg e sono curate dagli storici Elena Pala e Roberto Chiarini.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








