Dalle scuole alle ciclabili: a Udine i cantieri del Pnrr termineranno in tempo
La scadenza è fissata al 30 giugno, da valutare la situazione di Udine Mercati, dove il crollo di una gru ha rallentato uno dei lotti

Il rush finale è iniziato. Entro il 30 giugno, al netto di proroghe comunitarie al momento non previste, i cantieri finanziati con i fondi del Pnrr dovranno essere conclusi, come da tempistiche stabilite da Bruxelles.
E a una manciata di settimane dalla scadenza, il Comune ha scattato una sorta di fotografia dello stato dell’arte al termine della quale è emerso un quadro che potrebbe essere sintetizzato in questa maniera: i tempi verranno rispettati, ma resta da valutare la situazione di Udine Mercati dove il crollo di una gru dovuto al maltempo della scorsa settimana ha rallentato uno dei tre lotti di lavori in corso e coperti con 10 milioni di stanziamenti legati al Pnrr. «Molte opere sono già concluse e collaudate – ha detto il vicesindaco Alessandro Venanzi –, altre sono entrate nella loro fase finale e termineranno entro fine mese».
Scuole e San Domenico
Pollice alto, prima di tutto, per la nuova palestra della elementare Mazzini – costata 2 milioni 500 mila euro –, così come per la scuola dell’infanzia, con annesso nido, realizzata all’interno dell’ex caserma Osoppo e che da settembre ospiterà, fino a un massimo di 140 bambini. Passando alla Fermi, inoltre, i lavori con finanziamento misto per un totale di 6 milioni 600 mila euro, si concluderanno a breve, ma il Comune ha comunque intenzione di intervenire anche successivamente sulla struttura utilizzando fondi propri e svincolati, pertanto, dai tempi legati al Pnrr.
Andando oltre, è prevista tra esattamente una settimana la chiusura del cantiere del progetto Pinqua nel quartiere di San Domenico che, una volta a regime, metterà a disposizione dei cittadini 74 edifici di residenza pubblica. Sono già conclusi, poi, anche i lavori di adeguamento degli alloggi comunali di via Asmara e via Sappada, al pari della manutenzione di quelli municipali di via dell’Agricoltura.
Altri interventi
Un’attenzione particolare, proseguendo, palazzo D’Aronco l’ha dedicata alla realizzazione di nuove piste ciclabili. Il progetto è stato diviso in tre parti: il collegamento tra piazzale Cella e via Campoformido, quello tra via Lumignacco e la strada Vecchia di Terenzano e infine la connessione tra via Agrigento con via Calatafimi. I primi due lotti risultano conclusi e collaudati, mentre per il terzo sono in corso una serie di lavori accessori.
A questo quadro si aggiunge la ciclabile – inaugurata da diverse settimane – tra via Gino Pieri e il comune di Tavagnacco. È terminata, proseguendo, pure la costruzione della nuova stazione di Posta nell’ex palazzina dei vigili del fuoco, così come la realizzazione della sede del Centro per l’impiego all’ex caserma Osoppo.
Un discorso a parte, invece, merita l’ammodernamento di piazzale dell’Agricoltura. Il cantiere a Udine Mercati, infatti, prevede la costruzione di un magazzino automatizzato per lo stoccaggio e lo smistamento delle merci, una nuova centrale tecnologica per gli impianti di refrigerazione, l’installazione di pannelli fotovoltaici, il consolidamento di pilastri e travi, il rifacimento di parte delle coperture, l’ammodernamento delle pavimentazioni e degli interni, nuovi impianti di raffrescamento e ventilazione, sistemi di recupero dell’acqua piovana, nuovi impianti elettrici e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Il costo totale è pari a 12 milioni 600 mila euro di cui dieci garantiti dal Pnrr.
Il crollo della gru, come accennato, ha però rallentato uno dei tre lotti in cui è stato diviso il cantiere che, adesso, rischia di superare la dead line del 30 giugno. Mercoledì mattina ci sarà un sopralluogo per capire i primi interventi necessari per il ripristino della situazione precedente.
«Il Comune è riuscito a mantenere il presidio sui cantieri – è la chiosa di Venanzi, che nella giunta De Toni ha in mano la delega alla messa a terra del Piano nazionale –, sulle procedure e sui passaggi amministrativi necessari, evitando che la complessità del Pnrr si trasformasse in un ostacolo alla realizzazione degli interventi».
Opere escluse dal Pnrr
C’è poi una serie di interventi che, dopo la rimodulazione del Pnrr deciso tre anni fa, è uscita dall’elenco delle opere finanziate da Bruxelles e che non deve sottostare alla mannaia del 30 giugno.
Al di là diversi interventi di efficientamento energetico, adeguamento antisismico, manutenzione dei marciapiedi ed eliminazione delle barriere architettoniche cittadine, nel dettaglio, non rientrano più tra le opere finanziate dall’Unione europea l’efficientamento energetico della media Bellavitis, ma soprattutto la sistemazione dell’ex scuola Stringher.
Quell’area, infatti, sarà chiamata a ospitare i nuovi uffici della Procura e attualmente può contare su contributi dello Stato attraverso i quali realizzare un’opera che non si dovrebbe concludere oltre il 31 dicembre del prossimo anno.
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