Gli amici salutano Matteo su Facebook
Un “mare” di saluti e messaggi di solidarietà hanno affollato, ieri, le pagine di Facebook per testimoniare l’affetto che amici e conoscenti nutrivano nei confronti di Matteo Martin, il ventunenne di Ronchi che ha perso la vita, sabato scorso, travolto da un’auto mentre, in sella alla sua bicicletta, stava immettendosi sulla statale che da Monfalcone conduce a Cervignano. In tanti hanno voluto essere vicini alla famiglia, anche con una semplice telefonata. E molti si sono preoccupati di chiedere ai genitori la data del funerali per poter dare l’ultimo saluto a un ragazzo strappato troppo presto alla vita.
Ma per poter stabilire una data, i familiari attendono l’esito dell’autopsia che l’autorità giudiziaria ha ordinato per fare chiarezza sulla causa del decesso. Ieri mattina la Polizia stradale ha perfezionato la pratica relativa alla dinamica del tragico incidente: molti i particolari confermati dalla relazione degli agenti, che il Messaggero Veneto ha anticipato nell’edizione di ieri. Matteo Martin stava imboccando la statale proveniente da una laterale che porta alla zona artigianale di Ronchi. Voleva tornare a casa, dopo aver trascorso alcune ore con gli amici a Turriaco, dove aveva preso parte a una partita di calcio, la sua passione.
Proprio in quel momento, giunta da Monfalcone e diretta a San Canzian, è giunta una Lancia Y, alla cui guida si trovava una donna di 28 anni. L’impatto è stato violento: il ragazzo è stato sbalzato di sella ed è finito a terra, battendo violentemente il capo. Ai primi soccorritori le sue condizioni sono apparse subito disperate. E’ stato trasferito all’ospedale triestino di Cattinara, ma, nonostante il disperato prodigarsi del personale sanitario, è spirato per le lesioni alla testa e una conseguente emorragia. La salma è ospitata all’obitorio del nosocomio del capoluogo giuliano in attesa, come anticipato, dell’esame autoptico.
Matteo era un ragazzo dal carattere introverso, ma generoso. Da pochi giorni aveva conseguito la patente di guida e stava ultimando le pratiche per l’assicurazione dell’automobile che aveva acquistato da poco da una vicina di casa (il 21enne abitava, assieme ai genitori e a un fratello più piccolo, in via Carducci). Fino a quel momento si era sempre spostato con l’inseparabile bicicletta: nelle ultime settimane aveva intensificato i colloqui di lavoro perchè voleva trovare un’occupazione con cui rendersi indipendente dal punto di vista economico.
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