«Giusto non dare la sala ai negazionisti»

Giorno del Ricordo, il presidente degli esuli ringrazia amministrazione civica e teatro. Il sindaco: «Foibe? Pci complice»
Di Sigfrido Cescut

«Giustificare anche soltanto in parte lo sterminio degli italiani nelle foibe equivale a giustificare anche soltanto in parte lo sterminio degli ebrei da parte di nazisti». Questo concetto è stato ripetuto più volte dal sindaco Alessandro Ciriani durante la commemorazione per il Giorno del Ricordo, nel cortile della sede della Provincia, che ha visto la numerosa partecipazione di esuli istriani e dalmati, intervenuti con il gonfalone dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, presieduta da Silvano Varin, oratore ufficiale della cerimonia. Con il prefetto Maria Rosaria Laganà, erano presenti sindaci e amministratori di Pordenone, Porcia, San Vito, Spilimbergo, Fanna, Sacile, Aviano, Roveredo e San Quirino, comuni che a suo tempo hanno accolto gli esuli istriani. Presente per la Regione Renzo Liva. Tante le associazioni presenti con medaglieri e labari. Fra le autorità intervenute il prefetto Maria Rosaria Laganà, il vicequestore Vittorio Serratore e il colonnello Adriano Serafini della brigata Ariete, assieme ai rappresentanti del comando dei carabinieri di Pordenone e della Guardia di finanza.

La deposizione della corona di alloro sulla lapide dedicata al Giorno del Ricordo ha preceduto l’introduzione del sindaco, caratterizzata da una forte accusa ai silenzi colpevoli della politica italiana sulla tragedia delle foibe. Ciriani in modo particolare ha accusato il Partito comunista di Togliatti, definendolo complice dei carnefici titini sin dal 1944, quando invitava i partigiani garibaldini a unirsi ai titini sloveni. Forte l’accusa di Ciriani contro Togliatti e i dirigenti comunisti italiani che, durante la guerra, «nel confine orientale si sono battuti per un’annessione alla Jugoslavia di Tito». Dopo l’intervento del sindaco il presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Silvano Varin ha ripercorso la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo, attaccando duramente quelli che ha chiamato «pseudo-storici negazionisti» che cercano di sminuire quel fatti per troppo tempo taciuti in Italia.

Varin ha ringraziato il Comune e i dirigenti del teatro Verdi per aver negato l’uso della sala Degan e del ridotto del Verdi all’associazione Pn Rebel che, per Varin, esprime tesi negazioniste. Secondo il presidente degli esuli istriani, né l’occupazione fascista delle terre del confine orientale né i lager per slavi aperti dai fascisti possono giustificare o essere messi in relazione alla successiva tragedia delle foibe. Terminata la cerimonia, gli intervenuti hanno raggiunto la sala del consiglio provinciale, per un convegno sulle foibe con scolaresche dell’Isis di Sacile e Brugnera, del liceo scientifico Grigoletti e del liceo Leopardi-Majorana di Pordenone.

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