Giustizia civile, boom delle separazioni

PORDENONE. La giustizia cambia e insieme a lei la società e il tessuto economico. I procedimenti civili sono una cartina di tornasole di come stanno mutando il territorio, e il suo stato di salute.
Dal tribunale di Pordenone emergono due dati salienti: l’aumento delle cause di famiglia e la flessione delle istanze di fallimento.
Nel secondo caso, le cifre potrebbero essere incoraggianti per l'industria. Tra luglio 2015 e 2016 i fallimenti sono stati 45, rispetto ai 108 dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre i concordati sono scesi da 40 a 11.
Una tendenza che dimostra come il peggio della congiuntura economica sia passato, un po’ perché l’onda lunga della crisi sta lasciando anche il mondo della manifattura, che subisce questi fenomeni in ritardo, un po' perché i fallimenti negli ultimi cinque anni hanno fatto già sparire molte aziende in difficoltà.
Un altro segnale che fa vedere degli spiragli di luce è il numero delle esecuzioni immobiliari, che nell'ultimo anno ha registrato 315 procedimenti, contro i 406 del precedente.
Per quanto riguarda la cessazione dei matrimoni, come ha spiegato il presidente del Tribunale, Francesco Pedoja, i numeri stanno crescendo anche grazie alla nuova legge sul divorzio breve, che consente di accorciare i tempi per lo scioglimento dell'unione fino a un minimo di sei mesi.
Anche per questo, nel tribunale cittadino, nell'ultimo anno sono state molte le coppie che hanno deciso di separarsi.
Gli scioglimenti congiunti nell'ultimo anno sono stati 213, in linea con i 225 dell'anno precedente. Sono aumentate, e di molto, le separazioni con rito giudiziale, che sono passate da 130 a 213.
Sempre più spesso, i cittadini per le separazioni si avvalgono della negoziazione assistita, che consente di risolvere la situazione “amichevolmente” con gli avvocati, senza caricare la giustizia. A Pordenone è stata utilizzata per 108 separazioni e 131 divorzi.
La risoluzione pacifica delle controversie sta funzionando anche grazie all’istituzione dell’Organismo di mediazione forense, nel 2015 ha visto 368 domande di mediazione, e 308 nei primi 10 mesi di ottobre.
A sottolineare l’importanza della giustizia nella società di oggi anche l’Unione nazionale camere civili, che ha indetto un concorso, presentato a Pordenone da Donatella Manzon, per gli studenti delle superiori. Aperto a ogni forma di creatività, parte dalla frase di Pietro Calamandrei “La giustizia c’è, bisogna che ci sia, voglio che ci sia”.
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