Gira tre ospedali in nove ore per una visita, le scuse dell’Asfo: «Errori comunicativi»

L’Azienda sanitaria ricostruisce l’accaduto e ammette le difficoltà avute nella gestione del caso: «Dispiaciuti per i disagi subiti»

Milena Bidinost
La Casa di comunità di Maniago, dove si era recata la donna
La Casa di comunità di Maniago, dove si era recata la donna

Una svista nella compilazione di un referto e un difetto di coordinamento tra i presidi territoriali hanno trasformato un controllo medico post-caduta in una odissea per una residente in provincia. L’Azienda sanitaria Friuli occidentale, appresa la notizia dal Messaggero Veneto, è intervenuta con una nota ufficiale per ricostruire l’accaduto, scusandosi con l’utente e ammettendo gli «evidenti errori comunicativi».

Dopo la caduta in casa gira tre ospedali per una visita, l’Azienda sanitaria si scusa: «Difetto di coordinamento»
La Casa di comunità di Maniago, dove si era recata la donna

«Il pomeriggio del 2 gennaio, alle 15.52, una paziente residente a Cordenons – scrive l’Asfo – si è recata alla Casa di comunità di Maniago per una caduta accidentale avvenuta al domicilio. La donna non presentava segni di particolare gravità, ma il medico in servizio le ha fatto eseguire precauzionalmente i raggi X alla zona cervicale, il cui referto non è risultato preoccupante. È stato quindi effettuato un consulto telefonico con l’ortopedico di guardia di Pordenone, che ha consigliato il posizionamento di un collare e una visita ortopedica per la mattina successiva. Purtroppo, nella sintesi finale del referto, è stato erroneamente indicato di recarsi alle 9 all’ospedale di Spilimbergo anziché a Pordenone».

Da qui il peregrinare della paziente – durato nove ore – da un ospedale all’altro. «A Spilimbergo, nei giorni festivi – precisa l’Azienda – il servizio ortopedico ambulatoriale non è attivo ed eventuali casi urgenti vengono centralizzati in via prioritaria a San Vito o a Pordenone. A San Vito l’ortopedico presente non era informato del caso e ha rinviato la paziente a Pordenone, dove la valutazione era già prevista».

In chiusura, l’Asfo si dice «molto dispiaciuta per il grande disagio subito dalla paziente a causa di evidenti errori comunicativi» e si impegna a fornire «maggiori informazioni agli utenti, sia tramite i canali istituzionali sia attraverso una migliore integrazione tra i professionisti delle diverse sedi operative».

Ricorda inoltre che segnalazioni e suggerimenti possono essere inviati all’Ufficio relazioni con il pubblico, «strumento preposto alla gestione articolata delle problematiche dell’utenza». Da parte sua, la paziente ringrazia l’Azienda per la risposta, auspicando che simili disservizi non si ripetano. «Ringrazio soprattutto il medico di Pordenone – conclude – che con professionalità si è preso a cuore il mio caso, ponendo fine all’odissea». 

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