Gemona, in tre hanno ricostruito l’arco che era crollato nel maggio ’76

L'antico portale conduceva al borgo rurale dei conti Vorai di Venzone a Campolessi. Sabato l’inaugurazione del manufatto in cui saranno inseriti anche il cancello originale e lo stemma

GEMONA. I tre pensionati muratori colpiscono ancora, stavolta hanno ricostruito un antico portale del ’600 che era completamente scomparso dal maggio del 1976. Stiamo parlando di Livio Londero, Graziano Forgiarini e Gilberto Graziani, i tre pensionati che qualche mese fa hanno ricostruito le antiche mura medievali che percorrono la collina di Godo sotto il monte Glemine e che sabato prossimo inaugureranno l’antico portale che un tempo conduceva alla corte rurale di proprietà del conte Francesco Vorai di Venzone.

Si tratta di una struttura alta oltre una decina di metri situata all’imboccatura di via Marzârs nella località di Campolessi. Quel portale un tempo si apriva su un cortile in cui vivevano quattro famiglie di mezzadri che gestivano il “lûc”, come venivano chiamati i campi di Campolessi che allora erano tutti di proprietà del conte. In quel cortile c’erano gli spazi per tenere gli attrezzi, una grande cantina sotterranea e perfino una piccola chiesa dedicata a San Pietro del Cantara.

Verso la fine dell’800 quella proprietà fu venduta dai Vorai e in seguito passò in mano al notaio udinese Giovanni Stringari che scelse come propria governante Teresa Marchetti, che gestì quel complesso insieme alla sua famiglia e lo ereditò direttamente dallo Stringari, il quale non aveva eredi. Con il terremoto del 1976, in quel punto fu ricostruita solo una casa e tutto il resto scomparve.

Oggi, grazie al lavoro volontario dei tre pensionati, un nuovo piccolo frammento della storia di Gemona torna alla luce: «Di quell’arco - ha spiegato Livio Londero - era rimasta soltanto la spalletta sud che abbiamo provveduto a rinforzare, in linea con le normative attuali sulla sicurezza. Successivamente, abbiamo ricostruito l’arco così com’era pietra su pietra e dopo varie ricerche tra gli archivi di Gemona, Venzone e Udine siamo riusciti a individuare il vecchio stemma dei conti Vorai che sarà sistemato sul cancello di ferro che in questi giorni sistemeremo nel portale. Il cancello si è conservato dopo il ’76 ma abbiamo provveduto a sistemarlo per riporlo dov’era un tempo».

Un ulteriore recupero firmato da Livio, Graziano e Gilberto riguarda invece l’antico pozzo in cui un tempo la famiglia di mezzadri Marchetti metteva a rinfrescare le angurie: a differenza del portale, per il quale è stato necessario portare sul posto anche le pietre visto che quelle originali erano state portate via dopo il terremoto, in quel caso i tre pensionati muratori hanno recuperato quelle cadute in profondità e ora quel pozzo è di nuovo operativo, nella forma che aveva in passato.

L’arco recuperato sarà inaugurato sabato alle 16 alla presenza del sindaco Paolo Urbani e del parroco Valentino Costante, oltre che di tutta la comunità di via Marzârs.

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