Gemona, "i lavori del castello possono ripartire"

L’annuncio del sindaco Urbani alla comunità: è arrivato il via libera dal ministero, in primavera apriremo il cantiere
Gemona del Friuli 19 novembre 2016 Consegna della Cittadinanza Onoraria al Messaggero Veneto e consegna del Tallero alla RAI. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Gemona del Friuli 19 novembre 2016 Consegna della Cittadinanza Onoraria al Messaggero Veneto e consegna del Tallero alla RAI. Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

GEMONA. «I lavori del castello possono ripartire. Mercoledì scorso, il ministero dei Lavori pubblici ha dato il via libera al progetto. In primavera possiamo aprire nuovamente il cantiere e togliere finalmente la gru che ormai molti pensano faccia parte del maniero».

Il sindaco di Gemona, Paolo Urbani, ha atteso la fine della serata dedicata alla commemorazione del quarantennale del terremoto, per comunicare alla sua gente la notizia che tutti aspettavano da tempo. Il castello, in effetti, è l’unica opera incompiuta, poterlo riaprire al pubblico significa scrivere definitivamente la parola fine della ricostruzione di Gemona nel post terremoto.

Gemona, pur senza dimenticare il passato, guarda avanti e per questo motivo ha appreso con altrettanta soddisfazione che l’atleta Wayde van Niekerk, al quale, la scorsa estate, il sindaco aveva consegnato il tallero affidando nelle sue mani la città del futuro, «ha rinnovato il rapporto di amicizia decidendo di continuare ad allenarsi, anche nei prossimi anni, a Gemona».

Un legame che conferma come la capitale del terremoto e della ricostruzione abbia saputo reagire preparandosi a diventare anche la capitale dello sport.

Questo è stato il filo conduttore della serata conclusiva delle commemorazioni organizzate per il quarantennale del terremoto. «Stasera siamo solo noi, volutamente non abbiamo invitato le autorità», ha spiegato Urbani ringraziando i gemonesi per come hanno reagito di fronte alla tragedia

. E soprattutto per come hanno saputo aiutarsi senza mai dimenticare le 400 vittime per le quali, ancora oggi, versano le loro lacrime.

Le immagini proiettate nella sala hanno raccontato la disperazione di quei momenti, la paura, il dramma dal quale sembrava che il Friuli non potesse più rinascere. Invece la determinazione della gente che ha lottato con tutte le sue forze per rifare i paesi dov’erano, ha consentito di scrivere, come ha sottolineato lo stesso Urbani, «la più bella pagina della storia del Friuli».

Questa pagina di storia è stata cantata dai diversi corsi, presentati da Luciano Vale e Giovanni Roncastri, che si sono esibiti regalando al pubblico momenti di vera commozione. A iniziare dalle voci bianche dei bambini della scuola primaria, alle quali, in chiusura di serata, è stato chiesto il bis.

Con altrettanta interiorità i cori Glemonensis, Primetor, Ana, Kelidon e la Corale del duomo, hanno invitato la platea a recitare l’Ave Maria dal teremot. Quell’Orcolat raccontato in tutti i suoi aspetti dal Messaggero Veneto al quale il consiglio comunale di Gemona ha conferito la cittadinanza onoraria.

«Dopo quello che ho visto stasera posso dire solo grazie Gemona», ha commentato il direttore, Omar Monestier, nel ritirare la pergamena assieme ai familiari dello storico direttore della testata, Vittorino Meloni. «Mio padre - ha aggiunto Michele Meloni che nella professione di giornalista ha seguito le orme del padre - mi ha insegnato a considerarvi un riferimento, è bello essere qui stasera perché voi siete una forza».

Un sentito grazie Gemona l’ha espresso anche alla Rai regionale consegnando al direttore, Guido Corso, il tallero. E Corso ha comunicato che il 14 e il 15 dicembre, la Rai trasmetterà lo spettacolo di Simone Cristicchi “Orcolat ’76” registrato, lo scorso 6 maggio, in duomo. Allo stesso modo è stato ricordato il lavoro fatto nel 1976 dagli inviati, da Enzo Biagi a Bruno Vespa, ma questi sono solo alcuni nomi, quando il terremoto iniziava ad essere raccontato in televisione.

La moneta d’argento coniata da Maria Teresa d'Austria nel 1700, è stata consegnata, invece, agli ex sindaci Ivano Benvenuti, Claudio Sandruvi, Adriano Londero, Virgilio Disetti, Gabriele Marini e Salvatore Varisco. Anche loro hanno contribuito alla ricostruzione di Gemona.

Ragioni di salute hanno impedito a Benvenuti di essere presente in sala, il premio l’hanno ritirato le due nipotine alle quali è stato raccomandato di consegnarlo a «nonno Ivano». In molti, sabato sera, hanno rinnovato riconoscenza a Benvenuti per il ruolo che svolse nella fase dell’emergenza. Ricordando i vivi e i morti si è conclusa l’ennesima commemorazione di una tragedia che in Friuli non sarà mai dimenticata.

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