Gemona abbraccia Varisco: grazie a un “grande uomo”

GEMONA. «Era un grande uomo». Una signora ha salutato don Valentino Costante dicendogli queste parole, varcando le porte del duomo di Gemona per partecipare ai funerali di Salvatore Varisco, l’assessore regionale alla ricostruzione del Friuli, morto all’età di 88 anni lunedì scorso.
Il sacerdote le ha volute ricordare queste parole, iniziando la cerimonia di fronte a un duomo pieno di persone, quasi con l’intenzione di richiamare un senso comune a tutta quella gente venuta a salutare un uomo che è sempre stato vicino alla sua comunità.
E probabilmente lo avrebbe fatto fino all’ultimo giorno se gli acciacchi dell’età non glielo avessero impedito negli ultimi mesi. Già, perché se l’attività politica per Salvatore Varisco era terminata oltre vent’anni fa, lui nella comunità di Gemona era sempre stato presente, soprattutto quando c’erano in ballo scelte importanti.
«Nel 1980», ha detto don Valentino nell’omelia, «fu nominato assessore alla ricostruzione: quando ne parlava ricordava il rispetto per le istituzioni che nasceva da quel rispetto che lui aveva per le singole persone. Il secondo punto della sua visione politica era il “lavorare assieme”: quante volte Salvatore ricordava la squadra che aveva avuto attorno a sé? E infine c’era l’obiettivo, che per lui era il bene comune».
Ecco che la grande partecipazione alle sue esequie di ieri non è stata soltanto un saluto a un “grande uomo”, ma anche a una figura di politico del secolo scorso oggi difficilmente rintracciabile, quella di un uomo innamorato della sua Gemona e del suo Friuli, a cui lui non aveva mai rinunciato a dare il suo contributo.
«Per Salvatore», ha detto ancora don Valentino, «fare politica era un servizio: lo aveva appreso da giovane studiando dai padri Stimattini e frequentando l’Azione cattolica. Ognuno di noi fa politica nella misura in cui si impegna a migliorare ciò che gli sta attorno».
Se la consistente presenza di rappresentanti istituzionali ieri ai funerali era certamente auspicabile, è stata ancora più sorprendente la grande partecipazione popolare: tanti gemonesi certamente, ma anche persone provenienti da “fuori”, un segno di quanto Varisco ha lasciato alla sua terra in termini di presenza. E di buonsenso.
Per il parroco che celebra il funerale è stato uno spunto non solo per salutare un uomo ancora profondamente attaccato alle istituzioni religiose (ogni domenica presente, da buon fedele), ma anche per riflettere sull’odierno rapporto fra generazioni: «I nostri anziani», ha concluso don Valentino, «ci tengono a lasciare delle indicazioni alle nuove generazioni su come affrontare il futuro: non lo dicono a parole, ma lo dimostrano con i fatti».
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