Gaiatto, altri cinque anni per le estorsioni in Croazia Condannati 6 coimputati

Sette imputati condannati, in abbreviato, a più di 30 anni complessivi di reclusione. Si è chiuso così a Trieste, dinanzi al gup Massimo Tomassini, il processo sulle missioni estorsive di stampo mafioso in Croazia per recuperare i milioni spariti di Fabio Gaiatto, 45 anni. Vittime delle intimidazioni dei sedicenti casalesi, secondo l’accusa, imprenditori e ex consulenti del trader portogruarese, già condannato in primo grado per la maxitruffa Venice a 15 anni e 4 mesi.

Il pm Massimo De Bortoli ritiene che anche Gaiatto abbia partecipato a uno degli incontri a Pola. L’ex trader, difeso dall’avvocato Guido Galletti, è stato condannato a cinque anni di reclusione. Sei anni sono stati inflitti a Gennaro Celentano, 36 anni, di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, che si era qualificato come il boss dei campani («Noi siamo i casalesi, quelli veri (...) Gaiatto ci ha detto che una parte dei nostri soldi sono finiti sempre negli uffici di Pola»), cinque anni e sei mesi a Walter Borriello, 44 anni, di Torre del Greco, cinque anni ciascuno a Domenico Esposito, 46 anni, detto Mimmo, di Sant’Antimo (assolto da un capo d’accusa) e al suo compaesano Mario Curtiello, 38 anni. L’ex pugile olimpico Ovidiu Bali, 45 anni, ingaggiato come guardaspalle è stato condannato a 4 anni.

Luciano Cardone, 39 anni, di Torre del Greco e Giovanni Cozzolino, 42 anni, residente a Concordia Sagittaria, sono stati invece assolti dalle accuse di aver avuto ruoli marginali nelle condotte estorsive. Cozzolino è stato condannato però a 8 mesi per il furto di una bicicletta sottratta a Portogruaro il 14 dicembre 2018 vicino all’ufficio postale. Per tutti gli imputati il giudice ha escluso le circostanze aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione di un’associazione camorristica, come già aveva decretato il tribunale del riesame. Per Gaiatto è stata esclusa la recidiva. La quantificazione del risarcimento del danno alle parti civili (l’ex commercialista di Gaiatto Karin Perusko, Marco Drigo, i fratelli Mario e Gabriele Bariggi, Marco Cavalli della Pan investment doo) è stata rimessa al giudice civile. Sono state liquidate, invece, le spese legali di parte civile.

Le difese ieri attendevano le repliche del pm De Bortoli, ma non ci sono state. Fra 90 giorni le motivazioni. L’avvocato Galletti ha rimarcato il paradosso: Gaiatto è stato condannato in concorso a Trieste con chi invece nell’indagine di Venezia figura fra gli autori delle estorsioni ai suoi danni. L’appello è scontato. —



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