Malborghetto brucia ancora tra i pini neri, domato in tempo l’incendio a San Michele del Carso

Elicotteri e squadre speciali impegnati sui versanti impervi. Riccardi: «Situazione monitorata, pronti a ricognizioni aeree sui fronti aperti»

Cristian Rigo
La vegetazione distrutta dalle fiamme
La vegetazione distrutta dalle fiamme

Sono proseguite anche oggi, domenica 2 agosto, le operazioni di bonifica dell’incendio che ha colpito il comune di Malborghetto dove sono andati in fumo cinque ettari di bosco. Contrariamente agli incendi che hanno interessato Forni di Sopra e Treppo Ligosullo, le fiamme non sono ancora state domate e anche oggi sono in programma nuovi interventi anche con l’ausilio dell’elicottero.

Il fulmine

A innescare l’incendio è stata la caduta di un fulmine nel primo pomeriggio di venerdì. «Appena è terminato il temporale», ha riferito il vicesindaco di Malborghetto Valbruna Alessandro Buzzi, «un volontario del Corpo pompieri volontari di Malborghetto ha notato una colonna di fumo che si innalzava dal tratto di bosco vicino alla località Ciurciule, dando immediatamente l’allarme». Il rogo si è sviluppato circa sei chilometri a nord rispetto all’abitato di Malborghetto nel vallone che si trova tra la località Ciurciule e il monte Stabet.

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L’aiuto dai cieli

Il versante delle valle interessato dall’incendio è di difficile accesso per le operazioni di spegnimento ed è stato quindi fondamentale l’intervento tempestivo degli elicotteri che hanno lavorato fino alle 20.30. Il primo mezzo si riforniva dal Rio Malborghetto, l’altro dal fiume Fella. «Il secondo era costretto a fare un giro più lungo, per la scarsità d’acqua di questo periodo» ha spiegato Buzzi, «e a questo proposito stiamo pensando di proporre la costruzione di un vascone sfruttando l’acquedotto situato al confine con l’Austria in una zona non servita da collegamenti stradali. Il fatto che ci troveremo ad affrontare estati sempre più calde e poco piovose ci impone delle riflessioni approfondite sul tema anche perché qui ci sono migliaia di ettari di bosco.

Quello interessato dalle fiamme è caratterizzato dalla presenza di pini neri che anche per la resina prendono fuoco facilmente e diventano come tizzoni». Un altro problema da affrontare è quello della copertura radio. «Ci sono delle zone oscure che hanno complicato il lavoro dei volontari», ha evidenziato Buzzi.

La squadra Siai

Vista anche la difficile situazione a Padriciano è stato impiegato un solo elicottero a Malborghetto ma, insieme ai pompieri volontari di Malborghetto, Ugovizza e Camporosso (sabato avevano operato anche quelli di Valbruna) è stato impiegato anche il personale del corpo forestale regionale specializzato ad agire in ambienti impervi (squadra Siai). Diversi incendi originati da fulmini, stanno interessando versanti molto acclivi, o quasi verticali, e non è possibile intervenire in sicurezza senza una preparazione adeguata e l’utilizzo di materiale specifico e tecniche alpinistiche. Le operazioni di questi giorni sono poi state condizionate dalle alte temperature, dalla presenza di vento e dalla elevata disidratazione della vegetazione, tutti fattori che rendono sempre più complessa la direzione delle operazioni delle attività di spegnimento degli incendi boschivi.

Il sorvolo dell’assessore

«La situazione è monitorata costantemente», ha assicurato l’assessore alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi, «stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie a intervenire tempestivamente soprattutto nelle zone dove sono emerse situazioni di particolare difficoltà. Martedì probabilmente faremo un volo di ricognizione per valutare con attenzioni tutti i fronti ancora aperti».

Carso in fiamme

Un altro incendio è scoppiato nella zona del castello di Rubbia, salendo verso San Michele del Carso. L’allarme è scattato alle 17.53 e alle 18.05 gli operatori erano già sul posto e hanno dato inizio alle operazioni di spegnimento e bonifica. Sono intervenuti i volontari della squadra comunale della Protezione civile di Turriaco, coinvolti nel servizio di vigilanza preventiva disposto dalla stazione della Forestale di Monfalcone che ha sua volta ha inviato una squadra sul posto.

I vigili del fuoco goriziani, considerato che i colleghi del servizio anti-incendio boschivo erano già all’opera a Trieste, hanno dovuto ricorrere alla cosiddetta partenza ordinaria e hanno inviato sul posto due mezzi. Il fronte non era esteso e questo ha permesso a tutti gli operatori sul campo di avere ragione delle fiamme. Successivamente, la Protezione civile è rimasta a presidiare. Si parla di circa 500 metri quadrati di terreno interessato dalle fiamme. Sul posto anche i carabinieri. Ma l’aspetto più importante è che il servizio di vigilanza preventiva ha funzionato: sarebbe bastato un intervento ritardato di solo mezz’ora per avere un quadro molto diverso. L’incendio si è sviluppato a bordo strada in pineta mista. Impegnate anche le squadre della Pc di Savogna e Ronchi.

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