Fusione dei Consorzi di bonifica: è braccio di ferro con i dipendenti

UDINE. È entrato in servizio il primo ottobre il neocostituito Consorzio di bonifica pianura friulana, nato dalla fusione volontaria dei Consorzi di bonifica Ledra Tagliamento e Bassa Friulana.
Alla presidenza del nuovo ente, il consiglio dei delegati ha eletto a larga maggioranza il 51enne Roberto De Nicolò, agricoltore di Precenicco, che nel suo discorso d’insediamento ha assicurato l’impegno ad essere «il presidente di tutti, agricoltori, urbani, pescatori e acquacoltori» nonché di farsi «portavoce di tutte le esigenze irrigue, idrauliche e manutentive di un territorio complesso e composito».
Il debutto del nuovo ente non è stato scevro da malumori. Dei 120 dipendenti in forze al consorzio e delle organizzazioni sindacali che si sono visti imporre dall’amministrazione consortile norme transitorie, relativamente agli orari di lavoro per l’intero anno, senza alcuna previa intesa - la prevede il Ccnl - con le parti sociali. Per ora il malumore è tenuto a freno, nell’attesa che il neo presidente De Nicolò convochi un tavolo, in tempi stretti.
La richiesta è già stata avanzata da Cgil, Cisl e Uil, che non nascondono d’esser pronte a eventuali contromosse. Dovesse l’appello cadere nel vuoto, non sarebbero da escludersi le proteste.
«Prima di attivare altri canali», Claudia Sacilotto (Fai Cisl), Ingrid Peres (Flai Cgil) e Alberto Bolognini (Filbi Uil) si appellano al neo presidente «affinché con urgenza convochi un tavolo e riporti al centro le relazioni sindacali con il rispetto delle norme contrattuali e di tutto il personale operante nel neo-costituito Consorzio».
Uno dei più grandi d’Italia grazie alla sua estensione su 200 mila ettari, dalla montagna al mare, e agli 85 Comuni che vi aderiscono.
«I dipendenti dei consorzi - affermano i sindacalisti - operano con elevata professionalità, garantiscono non solo l’irrigazione dei terreni coltivati ma anche la sicurezza ambientale, soprattutto in momenti cruciali come quando le precipitazioni diventano pericolose se non adeguatamente veicolate, anche attraverso opere di bonifica programmate nel tempo».
Nonostante l’importanza e la strategicità del lavoro assicurato dai 120 dipendenti del nuovo consorzio, la trattativa per allineare e omogeneizzare gli accordi sindacali in essere nei due “vecchi” enti consortili è in fase di stallo.
«Abbiamo assiduamente lavorato, assieme alle rispettive direzioni, per trovare l’intesa e regolare le norme di organizzazione del lavoro e non solo».
I sindacalisti rivendicano un lavoro durato mesi. Passato attraverso la convocazione di più tavoli, l’ultimo dei quali risale a luglio, «quando nulla si è definito, anche quell’incontro non ha dato gli esiti sperati».
«Eravamo fiduciosi d’essere riconvocati a breve» e invece nulla. Le parti sociali non hanno più saputo niente fino a ieri, quando al debutto del “neonato” ente, lavoratori e sindacato si sono trovati con le regole del gioco, sia pure transitorie, già stabilite. “Unilateralmente”.
«Rammentiamo - conclude il sindacato - che l’art. 51 del Ccnl prevede che la durata, la distribuzione, l’ora iniziale e finale dell’orario giornaliero e settimanale per tutto il personale consortile vengano sì fissate dall’amministrazione, ma con l’intesa delle rappresentanze sindacali».
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