Furti di guardrail, l’acciaio in vendita al mercato nero

BARCIS. Una volta c’erano i ladri di rame, metallo particolarmente costoso. Ma la crisi economica ha mutato anche le esigenze della microcriminalità che potrebbe ora lanciarsi su un nuovo business: l’...

BARCIS. Una volta c’erano i ladri di rame, metallo particolarmente costoso. Ma la crisi economica ha mutato anche le esigenze della microcriminalità che potrebbe ora lanciarsi su un nuovo business: l’asportazione nottetempo di guardrail e ringhiere dalle strade secondarie per il “recupero” di materiali da rivendere nel mercato nero dell’acciaio e dell’alluminio.

L’allarme è stato lanciato qualche giorno fa dal consigliere regionale Edouard Ballaman, che ha ripreso alcuni episodi avvenuti in Sud Italia e un recente caso capitato in Veneto. Ballaman ha segnalato il pericolo di rimozioni parziali delle strutture di protezione. In questo modo, pur sembrano ancora ben fissati al terreno, i guardrail non sono in realtà in grado di reggere un eventuale urto.

L’esponente del Gruppo misto ha chiesto maggiore vigilanza e coordinamento, soprattutto lungo le strade di montagna. A rischio sembrano i tratti della Val Tramontina e della Valcellina che attraversano zone disabitate: le stime ufficiali parlano di una media di un transito ogni ora tra le 23 e le 5 del mattino. In altre parole, i ladri del metallo avrebbero tutto il tempo per portar via centinaia di metri di barriere senza essere intralciati da eventuali testimoni di passaggio. Il direttore dell’agenzia regionale FvgStrade, Giorgio Santuz, ha risposto all’interpellanza assicurando che è già stato attivato un servizio di vigilanza ad ampio spettro. I turnisti girano in lungo e in largo per le arterie viarie della Regione 24 ore su 24, intervenendo su ogni problema di manutenzione, ingorgo, incidente o manomissione di strutture.

Santuz ha anche ammesso che un episodio di pirateria si è già verificato lo scorso novembre a Santa Maria La Longa, in provincia di Udine. Qui gli ignoti hanno portato via un semaforo che sarebbe stato installato l’indomani mattina. Ballaman teme che l’acuirsi della crisi possa incentivare questi fenomeni, soprattutto dopo che alcuni bosniaci sono stati individuati l’altro giorno dopo aver venduto ad un’azienda pordenonese del materiale ferroso di provenienza illecita.

Anche nel caso delle carreggiate alpine i malviventi agirebbero in gruppo: dotati di staffette “palo”, i ladri tagliano con flessibili e pinze oleodinamiche i supporti dei “newjersey” e le stesse barre orizzontali, caricando il tutto su furgoni. Sull’altopiano di Asiago in una notte sono spariti 400 metri di ringhiere.

Fabiano Filippin

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