Frode carosello, imprenditori condannati

Crac Giesse elettronica: 4 anni a Soldera, 3 a Ricci, Paolini patteggia. 

PORDENONE. Due imprenditori condannati e un patteggiamento per la bancarotta, attraverso una “frode carosello dell’Iva” della Giesse elettronica srl di Pordenone, dichiarata fallita il 17 settembre 2008. Così, dopo un’ora di camera di consiglio, ha deciso ieri il tribunale di Pordenone.

Gianni Soldera, 69 anni, originario di Montereale Valcellina e residente a Moruzzo, e Davide Paolini, 44 anni, di San Giovanni al Natisone, erano accusati – il primo amministratore di fatto fino al crac, il secondo amministratore unico e legale rappresentante dal 2005 – di avere distrutto i libri e le scritture contabili della srl; Gimmy Ricci, 39 anni, di Majano, come legale rappresentante di altre due srl era accusato, per effetto di operazioni dolose, di avere concorso con Soldera al fallimento della Giesse.

Le tre società, secondo l’accusa, avrebbero fatto parte del meccanismo evasivo noto come “carosello dell’Iva” finalizzato all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.

Soldera è stato condannato a 4 anni di reclusione, Ricci a 3 (inabilitati all’esercizio dell’impresa commerciale per 10 anni e interdetti dai pubblici uffici per 5); entrambi sono stati assolti dall’accusa di ricorso abusivo al credito perché il fatto non sussiste. Paolini ha patteggiato due anni con la sospensione condizionale della pena.

Per il crac della Gb consulting di Pordenone, infine, l’imprenditore G. D. è stato condannato a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale, per bancarotta documentale e con distrazione. Il tribunale ha inviato gli atti in procura per valutare la posizione della socia in affari, Maria Cristina Palanga, in quanto il procedimento era nato a seguito di una sua denuncia.

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