Friuli Venezia Giulia in zona rossa se fossero approvati i nuovi criteri più rigidi

UDINE. Friuli Venezia Giulia in zona rossa. E probabilmente anche per molte settimane. Sarebbe questo il futuro per la nostra regione se il Governo dovesse accogliere la proposta dell’Istituto superiore di sanità di introdurre nuove regole per regolare automaticamente l’ingresso e l’uscita dalla fascia con misure più restrittive. I numeri non lascerebbero infatti vie d’uscita al Fvg.
La proposta dell’Iss (già condivisa dal Comitato tecnico scientifico) è quella di porre più attenzione alle regioni con un alto numero di contagi e di far prevalere questo parametro rispetto a tutti gli altri.
Tradotta in cifre, la proposta è questa: se in una settimana si conteranno più di 250 nuovi positivi ogni centomila abitanti allora la regione finirebbe automaticamente in fascia rossa. Ebbene, la settimana appena conclusa ha visto il Friuli Venezia Giulia molto al di sopra di questo livello, con 411 contagiati ogni centomila abitanti.
In numeri assoluti il limite da non superare per la nostra regione (che conta circa su un milione e 200 mila abitanti) sarebbe di 3.020 nuovi contagi a settimana. Negli ultimi sette giorni, invece, si sono contati 4.932 nuovi positivi.
Con questi nuovi e più rigidi parametri il Friuli Venezia Giulia avrebbe superato i limiti per dieci volte nelle ultime undici settimane. Un dato, questo, che si legge nelle tabelle che il professor Vincenzo Della Mea elabora fin dalla primavera scorsa, quando esplose la pandemia.
«Ribadiamo che per il momento si tratta di una ipotesi – sottolinea Della Mea, insegnante di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università di Udine – , ma se dovesse essere adottata, per la nostra regione sarebbe una misura fin troppo penalizzante dato che ci farebbe finire stabilmente in zona rossa.
Nelle ultime undici settimane abbiamo superato per dieci volte il parametro di 250 positivi su centomila abitanti. In questo momento, assieme al Veneto, siamo molto al di là del limite che si vorrebbe introdurre».
Nei grafici di Della Mea il valore di 250 contagiati ogni centomila abitanti è rapportato ai numeri assoluti e si traduce dunque nel limite di 3.020 nuovi positivi sul totale di un milione e duecentomila residenti del Fvg. Questa settimana – come si diceva – i nuovi contagiati sono stati 4.932, tenendo conto dei dati trasmessi alla Protezione civile. Un dato in aumento rispetto ai 3.634 della settimana precedente.
Ma se si allarga lo sguardo, si nota che la crescita non è limitata soltanto ai contagi. Tutti i parametri sono in risalita e purtroppo anche quelli allarmanti degli ospedali. Le terapie intensive della regione ospitano 64 persone malate di Covid e gli altri reparti delle aree mediche ben 703. Si tratta di numeri mai toccati.
Basti pensare che nella prima fase, in primavera, il record di ricoverati nelle aree mediche era stato di 236 (il 29 marzo). Di nuovo in crescita anche i decessi che questa settimana sono stati 191 contro i 143 che si contavano sette giorni prima.
Tutti dati allarmanti che hanno ripreso a crescere subito dopo il periodo natalizio. «Avevo un’immagine più responsabile dei cittadini – dice Della Mea – e dunque pensavo che durante le festività tutti adottassero una condotta rigorosa, ma con questi dati si capisce che stiamo pagando ora un comportamento fin troppo disinvolto nel periodo di Natale e dei giorni successivi.
Credo sia evidente che la zona gialla non sia sufficiente a contenere la pandemia. Lo dimostrano anche i dati preoccupanti del Veneto. Purtroppo dobbiamo constatare che non si rispettano le regole».
Fa preoccupare dunque che da oggi la regione sia comunque in zona gialla. Si rischia di aggravare ulteriormente la situazione dei contagi, ma soprattutto dei ricoveri ospedalieri. Non per niente la Regione sta predisponendo nuovi posti Covid negli ospedali, ma se non si invertirà la tendenza il rischio è che tra una settimana non bastino più e che si debba cercare di reperirne altri a scapito di reparti dove si curano altre patologie.
Tornando all’adozione o meno del nuovo parametro, bisognerà attendere pochi giorni, quando il Governo emanerà un Dpcm. Da parte delle regioni ci sono già state perplessità sulla possibile introduzione dei nuovi parametri. Bisognerà vedere se peserà maggiormente questo atteggiamento o quello della comunità scientifica. —
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