Friuli Doc chiude con il pienone, Venanzi: «Non solo festa del gusto, ora è un vero festival»
Stand affollati e proposte gastronomiche di qualità esaurite, ma anche musica, sport, cultura, famiglie e nuove esperienze. Il vicesindaco: «Un festival sempre più policentrico, capace di parlare a pubblici diversi e di coinvolgere tutta Udine»

«Un vero e proprio festival, capace di andare oltre la dimensione enogastronomica per offrire un’esperienza di alta qualità fatta di cultura, musica, sport, spettacolo, socialità e innovazione. Un festival sempre più policentrico, nel quale ogni piazza diventa un luogo da vivere e ogni pubblico può trovare la propria proposta. È questa la direzione che abbiamo voluto imprimere e lungo la quale vogliamo continuare a far crescere la manifestazione. Quattro giorni in cui vogliamo promuovere e mantenere al centro le eccellenze del territorio, ma allo stesso tempo costruire attorno a esse un evento sempre più ricco, contemporaneo e capace di coinvolgere tutta la città».
Questo a caldo il commento del vicesindaco di Udine, Alessandro Venanzi, a conclusione della 32a edizione di Friuli Doc, la più grande rassegna enogastronomica della regione che oggi, domenica, 13 settembre, ha chiuso i battenti dopo quattro giorni all’insegna di un lungo percorso fatto di sapori, profumi, incontri e tradizioni. Un viaggio chiuso in piazza Libertà con il grande concerto di Dargen D’Amico che richiama tantissimi fan da tutta la regione e non solo.

Tra gli appuntamenti di maggior richiamo della domenica sicuramente la seconda edizione dell’asta formaggi curata dalla Cooperativa Malghesi che ha richiamato sotto la Loggia del Lionello circa 300 persone pronte ad accaparrarsi le 17 forme di formaggio di malga in asta, al termine della quale sono stati raccolti complessivamente quasi 2 mila euro. Un gesto di sostegno concreto a chi tiene viva un’arte antica e la consegna al futuro.
Un festival diffuso
Premiata, oltre che dal bel tempo che dopo le forti piogge di giovedì sera e venerdì ha lasciato spazio al sole, la formula allargata del festival, dal centro storico fino a parco Moretti e piazza Primo Maggio. “Oggi – prosegue Venanzi – chi viene a Friuli Doc non viene soltanto per mangiare e bere bene.
Viene per ascoltare musica, assistere a uno spettacolo, partecipare a una degustazione, scoprire una mostra, praticare sport, portare i propri bambini in uno spazio pensato per loro o, quest’anno, persino vivere la manifestazione insieme al proprio cane. I risultati di questi giorni ci dicono che il percorso è quello giusto. Abbiamo visto una città piena, con il pubblico distribuito nelle diverse piazze e non concentrato soltanto negli spazi della ristorazione, rendendo la fruizione della festa decisamente più vivibile.

Il grande successo del Villaggio dello Sport, che anche quest’anno ha richiamato moltissime persone, quello di Friuli Dog al Parco Moretti, dove abbiamo visto circa 200 partecipare insieme ai loro amici a quattro zampe, e l’ottima risposta alla prima Fiera degli Amari in piazza Matteotti sono esempi molto concreti di questa evoluzione. Sono appuntamenti diversi tra loro, rivolti a pubblici diversi, ma tutti capaci di entrare nella grande narrazione di Friuli Doc”.
Una festa del territorio e “per” il territorio
Altro elemento premiato da questa edizione è stata la dimensione territoriale che Friuli Doc ha recuperato negli anni. “Friuli Doc nasce e si svolge a Udine – spiega ancora il vicesindaco –, ma quello che porta in città arriva da tutto il Friuli Venezia Giulia: produttori, imprese, cooperative, associazioni, realtà culturali e sportive, amministrazioni e comunità. È una delle caratteristiche che rendono questa manifestazione unica, le cui ricadute economiche e promozionali non rimangono circoscritte alla città, ma si distribuiscono sull’intero territorio regionale, dando visibilità a chi ogni giorno lavora per raccontare le nostre eccellenze, dal mare ai monti”.
La soddisfazione degli operatori
Grande soddisfazione anche da parte delle Pro Loco e degli espositori, che hanno confermato un’affluenza in linea, e in alcuni casi superiore, a quella del 2025, con molte pietanze e bevande terminate già prima di ogni fine giornata di sabato e domenica. Lo raccontano i numeri. Solo per fare degli esempi, in castello, storicamente vetrina del collinare, nei quattro giorni del festival è stata accolta “una marea di gente”, confermano. Solo qui sono stati venduti circa 4 mila 500 porzioni di frico, migliaia di piatti preparati con oltre 2 quintali e mezzo di carne di toro e circa 2 mila porzioni di costa.
«Affluenza maggiore dello scorso anno», raccontano da largo Ospedale Vecchio gli operatori del tarvisiano dove oltre allo stinco e alle salsicce, il piatto forte è stato il frico con “ben oltre 3 mila porzioni preparate” oltre a “tanta birra”. Stessi pareri anche in piazza Venerio, dove oltre ai sapori del mare proposti dalla pro loco castello e il prosciutto degli Amici del San Daniele è stato gettonatissimo il frico di Carpacco dove si sono detti«contentissimi per la grande affluenza, e dove sono state superate le 4 mila porzioni della prelibatezza friulana preparata al momento. Stesso discorso nel vicino stand di Zompicchia, altrettanto entusiasti per la risposta ricevuta dal pubblico nei confronti della novità introdotta quest’anno, lo stinco, ma anche per lo spezzatino di cinghiale, gustato da oltre 4 mila persone.
E, ancora, particolarmente apprezzati in piazza XX Settembre i piatti di “cais”, le lumache, così come per un altro “must” di Friuli Doc, le prelibatezze salate e dolci preparate nello stand delle fragole di Attimis, “preso d’assalto con lunghe code fino a tarda sera”. Altrettanto bene è andata in piazza Duomo, terra della Comunità di montagna della Carnia con cjarson e birra Zahre solo per fare due esempi, e in piazza Primo Maggio dove oltre ai sempre gettonatissimi fasolari proposti dallo stand di Marano Lagunare, grande soddisfazione è stata espressa dall’associazione unione cuochi dell’Aic che ha proposto piatti gluten free, senza lattosio, vegetariani e vegani, o dagli stand del Distretto del cibo, presenti per la prima volta a Friuli Doc con menu a sorpresa di alcuni comuni aderenti. La “lunga tavola” del festival ha proposto tanti piatti per tutti i gusti anche da piazza San Cristoforo, con le golosità fritte della Pro loco Cervignano, a piazza Patriarcato, con lo stand della vicina Stiria, fino in via Aquileia, con i pescatori di Trieste, le valli del Natisone e dello Judrio, Cormons e molti altri. Gettonatissimi, tra l’altro, i gadget venduti nell’Infopoint del Comune di Udine in via Lionello. Particolarmente apprezzate le magliette, scelte da circa 400 persone, ma anche cavatappi o shopper bag.
«Se oggi possiamo dire che Friuli Doc è diventato un festival – conclude Venanzi – è perché dietro ai grandi concerti, agli stand e agli appuntamenti più visibili c’è il lavoro di tantissime realtà che contribuiscono a costruire una manifestazione sempre più ricca. Il ringraziamento va quindi innanzitutto a chi ha permesso che tutto ciò si svolgesse in sicurezza, agli operatori, ai produttori e a tutte le realtà che hanno scelto di esserci, ma anche al pubblico, che ancora una volta ha dimostrato di avere voglia di vivere Udine e di partecipare. Ma ringrazio anche le tante associazioni, gli artisti, gli sportivi, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito al programma. Perché il successo di Friuli Doc non è mai il successo di un singolo evento. È il risultato di una città che per quattro giorni sceglie di mettersi in gioco e di raccontarsi».
Friuli Doc in sicurezza: i dati della Sores e della Polizia Locale
Fondamentale anche il lavoro del sistema di emergenza sanitaria, coordinato da Sores Fvg in collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Udine. Per la 32ª edizione di Friuli Doc sono stati impegnati 12 infermieri, 4 medici e 150 volontari, con quattro ambulanze complete di operatori, un'automedica e un punto di primo soccorso con medico e infermiere. Alle ore 17 di oggi risultavano registrati una quarantina di interventi di soccorso nei quattro giorni, tutti legati a piccoli malori e gestiti senza particolari criticità o eccessi. Una quindicina infine gli interventi legati alla viabilità gestiti dalla Polizia Locale udinese.
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