Friulcassa, ecco gli obiettivi 2009
Finanziamenti a quota 4 miliardi e taglio dei costi di 25 punti
UDINE.
Alla fine del 2009 Friulcassa avrà erogato finanziamenti, a vario titolo concessi, per un ammontare di 4 miliardi di euro, mentre la platea complessiva dei clienti sarà di poco inferiore alla 200 mila unità. Questi sono due tra i più rilevanti obiettivi che il piano triennale d'impresa 2007-2009, elaborato dal gruppo Intesa Sanpaolo, fissa per la banca friulana controllata. Altri punti qualificanti riguardano il livello di penetrazione dei mutui, il contenimento dei costi operativi, la lievitazione dei prestiti personali e delle carte di credito. Tutti traguardi valutati alla portata di Friulcassa, con qualche riserva riguardo all'indice cost/income (rapporto tra costi operativi e margine d'intermediazione) che in tre anni dovrebbe fare un balzo al ribasso di ben 25 punti, da 69 a 44.
Friulcassa spa (è in corso di definizione la nuova denominazione, anche se è ormai praticamente certo che si chiamerà Cassa di risparmio del Friuli-Venezia Giulia) fa parte, assieme ad altre realtà periferiche controllate dalla capogruppo (Cariparo, Caribo, Carive), delle banche del territorio, istituzioni dotate di autonomia societaria e operativa la cui missione, in virtù dello storico radicamento, è di crescere affermando la propria posizione di eccellenza nelle relazioni con la clientela, attraverso la forte capillarità, l'elevato livello delle competenze professionali e la prossimità al territorio.
Gli elementi qualificanti di tale mandato sono tre: la presenza in regione con reali centri decisionali e con un modello organizzativo che pone il personale a stretto contatto con gli operatori economici e con le famiglie; la possibilità di offrire accesso a prodotti e servizi di qualità elevata a condizioni vantaggiose; l'opportunità di porre al servizio dei richiedenti strutture internazionali che solo una grande banca nazionale può offrire.
Fatte queste premesse di ordine generale, il Piano triennale del megagruppo bancario nato dalla fusione tra Intesa e Sanpaolo determina gli obiettivi economici e finanziari del prossimo triennio per la banca friulana del territorio. Gli impieghi destinati agli operatori che ricorrono al credito passeranno da 2.924 milioni del 2006 (anno di riferimento) a 3.988 del 2009; la crescita della base fiduciaria prevede che le singole partite passeranno da 180 a 191 mila; il margine d'intermediazione (interessi attivi e commissioni meno interessi passivi) passerà da 175 a 217 milioni, mentre i costi operativi (sostanzialmente spese del personale e di amministrazione) evidenzieranno una lieve contrazione da 133 a 130 milioni. L'attuale livello di penetrazione dei mutui, che coinvolge il 19%, della clientela (in virtù del “mal del mattone” tipico dei friulani) è già superiore all'indice del 16% previsto per la fine del 2009.
L'ostacolo più ostico è dato, come detto, dal rapporto cost/income: a fronte della crescita programmata del margine di intermediazione, dovrà essere operato un forte taglio ai costi del personale e alle spese amministrative. In quest'ottica va valutato il recente accordo sottoscritto tra azienda e sindacati per dar corso al secondo piano di esuberi incentivati, che dovrebbe interessare 50-60 dipendenti.
Altri punti qualificanti del Piano triennale concernono l'incremento dei prestiti personali e delle carte elettroniche (che nel 2006 hanno generato utilizzi pari a 71 milioni di euro), i prodotti emergenti del leasing e del factoring, il servizio di assistenza alle imprese in tutte le fasi del processo di internazionalizzazione, di cambiamento generazionale e di ingresso sui mercati finanziari.
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