Fratelli muoiono a due ore di distanza

Artemio e Domenico Coletti, di 82 e 86 anni, avevano la stessa malattia e si sono spenti nella serata di giovedì

FORGARIA. Avevano lo stesso male che se li è portati via lo stesso giorno, a distanza di sole due ore. È successo a Forgaria il 3 gennaio dove i fratelli Artemio e Domenico Coletti, 82 e 86 anni, l’uno nella propria casa, l’altro in quella della figlia Maria, sono morti quasi insieme: Artemio alle 19.30 e Domenico alle 21.30.

Insieme amavano passeggiare, aiutarsi, condividere ricordi e chiacchiere e insieme se ne sono andati per sempre. «Nel momento di dolore – confessano i figli – sapere che se andranno insieme, che si faranno compagnia anche in quest’ultimo viaggio, è per noi una consolazione».

Artemio e Domenico Coletti erano nati rispettivamente nel 1936 e nel 1932 da un’umile famiglia composta da papà Emilio, mamma Ines Pascuttini e da altri due fratelli, scomparsi già da qualche anno, Edmondo e Angelo. Entrambi erano molto conosciuti in paese.

Artemio, fin da piccolo, aveva dimostrato grande curiosità e abilità per i lavori artigianali e, dopo varie sperimentazioni con diverse materie, era approdato alla lavorazione del ferro, materia che lo accompagnerà per tutta la vita e lo farà conoscere in tutto il Friuli. A 33 anni si era sposato con Celestina e, dalla loro unione, erano nate due figlie, Anna e Ines. Nel 1974 Artemio si era iscritto alla Camera di Commercio di Udine come fabbro e aveva aperto un’officina-laboratorio a Borgo Coletti, laddove ha sempre abitato.

«Mio papà – racconta la figlia Anna – lavorava il ferro con le tecniche antiche di un tempo e realizzava delle vere e proprie opere d’arte».

Artemio amava il proprio saper fare e, per tramandare il suo mestiere aveva realizzato anche un libro. Ha anche collaborato con il Museo della vita contadina Cjase Cocel di Fagagna dove veniva chiamato a mostrare come forgiare il ferro. Nel 1990 aveva ricevuto un riconoscimento dalla Cciaa e, nel 2008, il Diploma di Gran maestro medaglia d’oro del ferro battuto come “riconoscimento dell’arte e maestria all’insuperabile artista”. Artemio e Domenico abitavano a Forgaria a un chilometro e mezzo. «Mio papà – racconta la figlia di Domenico, Maria – ha lavorato per tantissimi anni in Francia come muratore. Io e mio fratello Andrea assieme alla mamma Renza abitavamo in Italia, a Forgaria.

Nel 1976 anche lui ha fatto definitivo rientro nella sua terra e ha sempre lavorato con un’impresa edile di Udine. Una volta ritiratosi dal lavoro seguiva con passione lo sport: era un grande appassionato di ciclismo e l’anno scorso, quando il Giro d’Italia gli è passato sotto casa, era fuori di sé dalla gioia. Ricordo che ha aspettato trepidante sul balcone di casa il passaggio della carovana rosa. Per rilassarsi amava tanto la Settimana enigmistica, le parole crociate erano il suo forte.

Papà abitava in piazza quindi per andare dallo zio avrebbe dovuto affrontare un po’ di salita, così era zio Artemio che scendeva a trovarlo. Erano tanto uniti – ricorda ancora la figlia Maria -: quando per tutti e due era arrivato il momento della pensione, immancabile era per loro il giretto insieme per il paese». Parenti e amici potranno stringersi attorno alle due famiglie per l’ultimo saluto a Domenico e Artemio domani alle 14.30 nella Chiesa parrocchiale di Forgaria dove saranno celebrati i funerali.


 

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