Fossa comune, nuove acquisizioni a Roma

PREMARIACCO. L’inchiesta della Procura di Udine sulla presunta esistenza di una fossa comune a Rosazzo ha nuovamente portato i carabinieri di Palmanova a Roma. In mano, anche questa volta, la delega del procuratore aggiunto Raffaele Tito a procedere all’acquisizione di documenti che potrebbero rivelarsi utili, se non addirittura decisivi, ai fini delle indagini.
Al centro degli accertamenti, ancora l’informativa della Farnesina del 30 ottobre 1945, acquisita già in febbraio, quando il caso venne alla luce, e che attesterebbe la presenza di almeno 200 cadaveri sepolti in quell’area, ma in un punto non ancora identificato, durante la Seconda guerra mondiale. È attorno a quel documento che gli investigatori continuano a lavorare e cercare possibili conferme.
L’ulteriore trasferta negli uffici ministeriali, in corso in questi giorni, serve proprio a raccogliere nuovi incartamenti. Magari ingialliti, ma non per questo meno importanti per fare luce su una pagina della storia nazionale e locale sulla quale in molti, a cominciare dalla Lega Nazionale, pretendono risposte certe e definitive.
Operazione tutt’altro che facile, ma che la Procura di Udine, per quel che le compete sul piano giudiziario, sta cercando di realizzare. «Queste nuove acquisizioni – ha affermato il procuratore, Antonio De Nicolo – dimostrano come sia nostra intenzione non lasciare alcunché d’intentato». Sempre che, nelle pieghe degli archivi romani, si riesca a reperire ancora qualche brandello di verità.
L’informativa che ha dato la stura all’inchiesta, all’inizio di febbraio, parlava di una fossa comune di Rosazzo «dove dovrebbero essere sepolti da 200 a 800 cadaveri». Le ricognizioni tra i boschi e le campagne dell’area di Manzano e Premariacco erano cominciate di lì a qualche settimana. Poi, in marzo, i carabinieri avevano sequestrato un fascicolo del registro dei morti all’Ufficio anagrafe del Comune di Premariacco. Sollevando il coperchio sulla riesumazione, nel 1946, di 17 cadaveri a Rocca Bernarda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








