Fontanini: sono per la famiglia naturale

«Il mio impegno è a difesa della famiglia naturale. Padre e madre sono il mio riferimento ed è quello il nucleo previsto dalla Costituzione». Il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, non apre uno spiraglio alle coppie omosessuali neppure in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia. Ma non vuole sentire parlare di discriminazioni.
«Sono per le cose semplici – dice –. In una situazione di calo demografico spero che le famiglie friulane possano guardare al futuro con più ottimismo». E sul mancato patrocinio di palazzo Belgrado s’irrigidisce: «Che cosa cambia? Tanto l’iniziativa è stata fatta ugualmente. Hanno divulgato comunque le loro idee, appeso i manifesti. Viviamo in un paese libero».
E per tutta risposta i genitori omosessuali, insieme ai loro figli, invitano ufficialmente questo pomeriggio Fontanini all’incontro “La gaia famiglia”. Appuntamento alle 17.30 in sala Aiace per il dibattito assieme ai protagonisti della campagna lanciata giovedì. Intervengono Stefano Miorini e Yvette Corincigh, insieme a Margherita Bottino, psicologa, psicoterapeuta e co-autrice del libro “La gaia famiglia - Che cos’è l’omogenitorialità?”. A moderare il presidente di Arcigay Friuli, Giacomo Deperu, e alla discussione prenderà parte, in collegamento da Bruxelles, Adele Palmeri. Sarà lei a raccontare la sua storia di moglie e mamma lesbica friulana, sposata e residente all’estero, alle prese con la legislazione italiana in materia di riconoscimento di diritti acquisiti in altri stati.
Ai lavori odierni saranno presenti pure i neoassessori comunali alla Cultura, Federico Pirone, e ai Diritti, Antonella Nonino, oltre alla presidentessa di Arcilesbica Udine, Lisa Del Torre.
«L’omogenitorialità è il vero banco di prova dell’accettazione sociale delle unioni tra omosessuali – spiega Deperu –. Il matrimonio gay, si dice, non può esistere perché il matrimonio è fatto per avere figli. Ma gay e lesbiche vogliono avere figli? Possono procreare? E saranno poi in grado di allevare bambini che diventino ‘normali’? Che cosa ne dicono psicologi e ricercatori? E politici e uomini di chiesa? E gli stessi omosessuali?».
Sul mancato patrocinio della Provincia di Udine all’iniziativa dell’Arcigay interviene pure il consigliere in quota al Pd a palazzo Belgrado, Andrea Simone Lerussi: «L’ente Provincia si è distinto ancora una volta negativamente per l’assenza di volontà nel rispettare diritti delle persone. Diritti da più parti sono riconosciuti e devono essere riconosciuti. Bollare come “ostentazioni” campagne informative che mirano alla cultura del reciproco rispetto e all’assenza di discriminazioni e violenze dimostra piuttosto la volontà di ostentare chiusura e arretratezza che non appartengono al Friuli e ai friulani. Questo è l’uso che il centrodestra fa della Provincia, un luogo dove non si promuove il rispetto dei diritti, ma si fanno battaglie di retroguardia e di conservazione: un motivo in più per chiuderla».
Michela Zanutto
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