Fine vita, film per studenti Ma le scuole lo disertano

I presidi non hanno aderito all’evento organizzato dall’associazione Per Eluana. La presidente: lo faremo comunque, i ragazzi devono riflettere sul biotestamento.
Udine 05-03-2011 testamento biologico Telefoto Copyright PFP
Udine 05-03-2011 testamento biologico Telefoto Copyright PFP

UDINE. L’associazione “Per Eluana”, con il Coordinamento laico nazionale, organizza un momento di riflessione sul fine vita con gli studenti delle scuole superiori e i presidi snobbano l’evento. Le adesioni avrebbero dovuto arrivare entro il 24 ottobre, ma i dirigenti scolastici degli istituti della regione, ai quali è stato indirizzato l’invito a partecipare con le classi quarte e quinte il 19 novembre al Palamostre, alla proiezione del film “Mare dentro” di Aljeandro Amenabar, anziché dire apertamente «no grazie» hanno preferito far finta di niente, evitando di dare una risposta. Stesso copione all’università visto che tra gli invitati ci sono anche gli studenti della facoltà di Giurisprudenza.

A denunciare l’imbarazzo dei presidi su un tema che continua a dividere l’Italia è la presidente della’Associazione “Per Eluana”, Cinzia Gori, confermando di non aver registrato alcuna adesione. Ma non solo perché, è sempre Gori a farlo notare, «una professoressa del liceo Marinelli mi ha chiesto se era possibile evitare la proiezione del film. Senza contare che alcuni insegnanti di Lettere, Filosofia e Diritto proprio perché erano a conoscenza dell’iniziativa mi hanno confermato di non essere stati coinvolti dai presidi. Questo conferma che chi ha ricevuto le lettere le ha imbucate».

Eppure l’obiettivo è solo quello di «sensibilizzare i ragazzi a più alto rischio incidenti su una problematica troppo spesso sottovalutata, ovvero la possibilità di subire incidenti e di finire come Eluana Englaro» spiega la presidente dell’associazione che porta il nome della donna morta a Udine dopo essere rimasta 17 anni in stato vegetativo. Il film, in effetti, racconta la storia di un uomo costretto a letto a seguito di un grave incidente: «Si autodefinisce una testa pensante su un corpo morto. Ecco perché chiede aiuto, vuole che qualcuno lo aiuti a morire, ma nessuno ha il coraggio di farlo. Alla fine riesce a suicidarsi» continua Cinzia Gori nell’invitare i ragazzi a riflettere sulle tematiche del fine vita. Proprio perché, aggiunge, «ora anche a Udine c’è la possibilità di depositare i testamenti biologici. E’ un loro diritto decidere o meno di farlo. E’ un peccato privare i ragazzi di un confronto con un docente di Bio diritto, di capire la Costituzione e di interfacciarsi con i religiosi per avviare una riflessione anche sulla proposta di legge sul testamento biologico, in discussione al Senato».

In effetti, oltre alla proiezione del film “Mare dentro”, l’incontro organizzato per il 19 novembre, dalle 8,30 alle 12,30, al Palamostre, prevede anche la partecipazione del direttore del centro Balducci don Pierluigi Di Piazza, della pastora della Chiesa evangelica metodista Mirella Manocchio, e di Gianni Baldini, docente di Bio diritto all’università di Firenze e coautore del libro “Nascere o morire. Quando decido io? Italia e Europa a confronto” (Firenze university press). Un evento che, a questo punto, «al di la delle adesioni sarà realizzato comunque» avverte la presidente dell’associazione auspicando che si tratti effettivamente di una dimenticanza non voluta da parte dei dirigenti scolastici.

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