Film su Eluana: Bellocchio sfida la Regione

Il regista critica il no dei consiglieri ai finanziamenti alla pellicola
«La legge è dalla nostra parte e chiederemo comunque i contributi»

UDINE

«Il Consiglio regionale del Friuli ha chiesto alla sua Regione di non dare contributi economici a “Bella addormentata” film ispirato alla storia di Eluana Englaro che sto per girare a Udine? È stato un “no” preventivo, ideologico. Ostacolare un film prima ancora che sia fatto mi sembra davvero poco democratico. Ma io e il produttore Riccardo Tozzi chiederemo ugualmente un finanziamento e ho fiducia che lo otterremo: il buon senso e la legge sono dalla nostra parte».

A parlare è il grande regista piacentino Marco Bellocchio che, in un’intervista al quotidiano di Piacenza Libertà (e concessa al Messaggero Veneto), rompe il suo silenzio e interviene per la prima volta nella polemica che, da alcuni giorni, divampa intorno al suo nuovo progetto: “Bella addormentata”, un film dal cast illustre (i primi nomi che sono filtrati sono quelli di Toni Servillo e Alba Rohrwacher) ispirato a un caso che, tre anni fa, suscitò un lacerante dibattito politico-etico-religioso: la tragedia di Eluana Englaro, la giovane che, dopo avere trascorso 17 anni in stato vegetativo, morì il 9 febbraio 2009 alla clinica La Quiete di Udine per interruzione dell’alimentazione artificiale.

Un “caso” rovente e controverso che ora, a causa del film di Bellocchio, torna a scaldare gli animi: il primo ciak di “Bella addormentata” è previsto per la fine di gennaio a Udine, ma ora il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno, presentato dal capogruppo Udc Edoardo Sasco, che chiede alla Film Commission regionale, che finanzia pellicole girate nel territorio locale, di negare qualsiasi contributo alla pellicola di Bellocchio. «Non vogliamo passare per una regione dove vige la cultura della morte», è la motivazione addotta dal consigliere Piero Camber, del Pdl. Riccardo Tozzi, fondatore della casa di produzione Cattleya e produttore del film, getta acqua sul fuoco: «Credo che alla fine questa storia sarà una tempesta in un bicchier d’acqua: Cattleya ha un rapporto consolidato con la Film Commission del Friuli, che lavora con molta competenza. Oltretutto, se ci negassero il contributo che stiamo per chiedere, noi avremmo un danno economico di 100.000 o 150.000 euro, ma il territorio friulano perderebbe un indotto di un milione se effettuassimo le riprese nel suo territorio». Ed è sempre il produttore Tozzi a fornire a Libertà preziose indicazioni sulla trama di “Bella addormentata”: «La vicenda di Eluana Englaro è lo sfondo su cui si intrecciano tre storie. La prima è quella di un padre che lotta accanitamente per fare sopravvivere una figlia. La seconda è quella di un medico stanco e demotivato, interpretato da Pier Giorgio Bellocchio, il figlio di Marco, che si ritrova a combattere con energia ritrovata per salvare la vita a una ragazza. La terza è quella del rapporto fra un padre, interpretato da Toni Servillo e sua figlia, impersonata da Alba Rohrwacher, che milita in un gruppo cattolico che, negli ultimi giorni di vita di Eluana, si batte perché l’alimentazione che la tiene in vita non sia interrotta». Storie di vita, piú che di morte.

Ma il fantasma di Eluana, che turba i consiglieri regionali friulani, ha comunque innescato l’ennesima polemica intorno al nome di Bellocchio, un artista che è abituato da 46 anni a suscitare scandali (la strage familiare di “I pugni in tasca”, la scena hard di “Diavolo in corpo”, il processo per stupro di “La condanna”, la bestemmia di “L’ora di religione”). E ora, alle prese con questa nuova controversia, dice la sua.

Bellocchio, come commenta il “no al contributo” votato dal Consiglio regionale friulano?

«Mi sembra una decisione arbitraria e immotivata. Una legge regionale del Friuli Venezia-Giulia prevede la possibilità di destinare finanziamenti ai film girati in tutto o in parte nel suo territorio. Il produttore Tozzi sta appunto per chiedere alla Film Commission un contributo per “Bella addormentata”, visto che noi faremo molte settimane di riprese a Udine. Ora, noi abbiamo tutti i requisiti previsti dalla legge per ottenere questi contributi: primo, daremmo lavoro a maestranze locali; secondo, faremmo conoscere la Regione in Italia e all’estero... ».

Il terzo requisito è la qualità artistica del film. E qui il nome del regista, degli sceneggiatori Stefano Rulli e Sandro Petraglia e degli interpreti principali dovrebbero essere da soli una garanzia.

«In ogni caso sarà la Film Commission a valutare se abbiamo diritto o no ai fondi regionali. Ma la parola chiave, in questo discorso, è “valuterà”. Vede, il Consiglio regionale, che in ogni caso non ha titolo per intervenire in questa decisione, non ha voluto negare il finanziamento perché ha valutato il mio progetto e lo ha respinto. Quei consiglieri hanno gridato il loro “no” senza sapere niente del mio film, senza neppure avere letto un copione: è stato un “no” preventivo, ideologico».

Trova che questa decisione abbia il sapore della censura?

«Giudichi lei. Io, quando faccio un film sono abituato a dire ai miei interlocutori: “Giudicate voi, fatevi una vostra idea”. Ma ostacolare un film prima ancora che sia fatto mi sembra davvero poco democratico, perché “democrazia” è la libertà per ciascuno di esprimere le proprie idee, “democrazia” è consentire a chi ha un’idea di poterla esprimere. Al di là di questo, mi pare che i consiglieri che hanno votato l’ordine del giorno contro Bella addormentata siano incorsi in un doppio equivoco».

E cioè?

«In primo luogo, hanno pensato che fosse un film pro–eutanasia e anti–cattolico. Ma non è così: in “Bella addormentata” non lancio alcun messaggio. Io non entro nel merito di quella tragedia, non prendo una posizione: racconto solo una storia, anzi, delle storie. E qui scatta il secondo equivoco: Bella addormentata non è neanche un film “su” Eluana Englaro, perché non racconta la sua vicenda, non c’è il personaggio di Eluana, non c’è quello di suo padre. È un’opera di fantasia che, sullo sfondo del dramma di Eluana, racconta storie diverse, ispirate in diverso modo alla sua. Non vorrei rivelare troppi particolari in anticipo, ma posso dire che il film si gioca sul contrasto tra il dramma autentico di Eluana, una “Bella addormentata” di cui si sapeva, purtroppo, che non si sarebbe più risvegliata, e altre storie in cui c’è una bella che si può ancora risvegliare: e questa è la parte immaginata, inventata del film».

Se l’”ostruzionismo” del Consiglio regionale del Friuli continuerà, lei che cosa farà?

«Il produttore Tozzi e io ci limiteremo ad andare avanti per la nostra strada perché abbiamo tutti i requisiti previsti dalla normativa regionale per ottenere il contributo: il buon senso e la legge sono dalla nostra parte».

Alfredo Tenni

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