Film su Eluana, ancora polemiche Articolo 21: il Fvg chiarisca subito

UDINE. L’odg, proposto dall’Udc e approvato in coda alla Finanziaria 2012, per impegnare la Regione Fvg a non finanziare il film di Marco Bellocchio “Bella addormentata”, ha innescato una serie di polemiche e prese di posizione, anche a livello nazionale. Ispirato alla vicenda di Eluana Englaro - la giovane donna morta a Udine nel febbraio 2009, dopo 17 anni di coma vegetativo -, il film vedrà il suo primo ciak proprio nel capoluogo friulano.
«Chi ha paura di Eluana Englaro e di Marco Bellocchio? La domanda sorge spontanea di fronte al vasto e trasversale pronunciamento di trenta consiglieri della Regione Friuli contrari al finanziamento del film da parte della commissione regionale di un’opera del regista, uno dei grandi maestri del cinema italiano, dedicata anche alla storia di Eluana Englaro», affermano infatti Beppe Giulietti e Federico Orlando, portavoce e presidente di Articolo 21. «Il film, stando ad alcune dichiarazioni, non promuoverebbe il territorio e comunque affronterebbe un tema che è stato fonte di polemiche - spiegano -. Ci auguriamo che si tratti solo di un equivoco, di uno spiacevolissimo equivoco, che sarebbe opportuno dissolvere subito».
«Non vogliamo passare per una regione dove vige la cultura della morte», ha detto invece Piero Camber (Pdl), presidente della commissione cultura del consiglio regionale. Il presidente della Film commission - ente che dal 2000 istruisce le pratiche per l’ammissione a contributo dei corto e lungometraggi che si girano in regione - ha precisato ieri di non avere ricevuto ancora alcuna richiesta di finanziamento da Riccardo Tozzi e da Cattleya che produrranno il film di Bellocchio. «Al momento è arrivata la sceneggiatura - ha detto Federico Poillucci -, la domanda ancora no. Magari arriverà il prossimo mese di gennaio».
«Irricevibile e oscurantista» è poi il commento del consigliere regionale Piero Colussi (Cittadini-Libertà civica). «Irricevibile - spiega il consigliere - perché si tratta di un ordine del giorno confuso e disinformato, predisposto da qualcuno che non ha evidentemente mai letto la legge sul cinema e non ha la più pallida idea di che cosa sia e cosa faccia una Film commission. Infatti, va chiarito subito che la Fvg Film commission non è una Spa bensì un’associazione nata 10 anni fa e riconosciuta con legge dalla Regione al fine di promuovere la realizzazione di film e audiovisivi nel territorio regionale». E aggiunge: «Per inciso, va ricordato che la produzione ha dichiarato che le riprese del film previste a Udine dureranno 8 settimane. Un dato, questo, che tradotto in ricadute economiche per il territorio significa circa 1 milione di euro fra alberghi, ristoranti, assunzione di maestranze locali...».
«Il documento approvato non intende in alcun modo impedire al regista Bellocchio di girare il suo film, ma vuole semplicemente evitare che un finanziamento pubblico regionale contribuisca a usare una drammatica vicenda umana sulla quale tutti devono essere rispettosi delle sensibilità di tutti, senza far riemergere posizioni diverse, contrastanti e in conflitto fra loro», afferma infine Edoardo Sasco, capogruppo regionale dei centristi.
«L’Udc - prosegue - è rispettosa della sensibilità di tutti e anche di quella espressa dai familiari di Eluana, ma vuole che sia rispettata anche la sua, che riteniamo sia condivisa da tanta gente e che vede la tutela della vita al di sopra di tutto. Un conto sono i casi personali, altro è dar spazio e sostegno ad iniziative che sottintendono soluzioni di fine vita dal sapore ideologico, come testimoniato dallo stesso titolo del film “Bella addormentata”. Appare, perciò, fuorviante che il presidente della Fvg Film Commission insista nell’affermare che finora non è stata presentata una specifica domanda di contributo.
Ciò non significa che il problema non esista, essendo stato annunciato da autorevoli fonti giornalistiche, da noi riprese, nelle scorse settimane. Al riguardo va posto l’accento che, su un argomento così rilevante e delicato, il consiglio regionale aveva tutto il diritto di pronunciarsi come ha fatto e ora l’organo esecutivo, la Giunta regionale, dovrà attenersi all’indirizzo approvato qualora venga formalmente presentata domanda di finanziamento. In ogni caso riteniamo opportuno che il Poilucci, in quanto presidente di una società partecipata dalla Regione, si astenga da giudizi sul caso specifico, per evitare implicazioni di carattere politico, e per rispetto del voto dell’Aula. Inoltre, su un tema come questo non si possono esaltare solo gli aspetti e i giudizi legati alla “ricaduta economica” dell’operazione, come egli fa con le sue dichiarazioni, ma devono essere adeguatamente vagliati anche e sopratutto tutti gli aspetti di carattere etico e morale, come giustamente ha fatto il nostro consiglio regionale».
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