Fiamme da un camino distrutto il rifugio Nordio

MALBORGHETTO. Un violento incendio, scoppiato nella notte tra giovedì e ieri, ha praticamente distrutto il nuovo Rifugio Nordio – Deffar, una struttura di recente costruzione, sita sull’Alpe di Ugovizza e di proprietà della Società Alpina della Giulie, inaugurata nel luglio del 2013. Danni ingenti all'edificio, ma fortunatamente tutte in salvo e incolumi le sette persone che si trovavano all’interno: la gestrice Angela Virgalito, il marito Mauro Cuttini, i loro figlioli (una bimba di 4 anni e un ragazzino di otto) e i tre escursionisti francesi ospitati. Ma s’è veramente rischiata la tragedia in quanto il fuoco, che pare partito da una canna fumaria, forse difettosa (sono in corso le perizie) potrebbe avere covato per ore e quando ha preso forza era mezzanotte passata (alle 0.45 è giunta la chiamata ai vigili del fuoco) e tutti, come ci ha raccontato la signora Angela, ormai dormivano, meno uno degli ospiti francesi che s’è alzato per andare in bagno. Questi ha notato del chiarore provenire dall’abbaino. Incuriosito, ha guardato meglio e si è accorto che stava bruciando il tetto attorno al camino che saliva dalla stanza da loro occupata. Ha dato subito l’allarme consentendo a tutti i presenti di mettersi in salvo.
La gestrice, il marito e gli ospiti, messi al sicuro in auto i due ragazzi, si sono subito dati da fare nel tentativo di frenare le fiamme in attesa dei vigili del fuoco di Tarvisio e di Pontebba, dei pompieri dei corpi volontari di Ugovizza, Valbruna e Camporosso. Purtroppo, svuotati ben presto i cinque estintori a disposizione, l’incendio ha trovato subito modo di alimentarsi nelle travature e nelle tante parti in legno della struttura e dell’arredo. Tempestivo anche l’arrivo delle squadre dei Soccorsi alpini del Cnsas di Cave del Predil e della guardia di finanza di Sella Nevea, che hanno provveduto a portare in salvo i due bambini e i tre ospiti francesi (tutti sulla cinquantina), che avevano fatto tappa al rifugio durante un’escursione lungo la traversata carnica. Sono stati portati a un agriturismo di Ugovizza. Sul posto anche i carabinieri e personale del corpo forestale della regione e dello Stato. Difficoltoso salire al rifugio, a causa della neve sulla strada di accesso e della temperatura sotto lo zero che hanno costretto i vigili del fuoco e i volontari a operare in condizioni estreme. È stato provvidenziale anche il supporto dei trattori degli agricoltori delle malghe mediante i quali si sono potuti trainare fino al rifugio i mezzi antincendio con le cisterne. Ha giovato anche la presenza di acqua nel rio dal quale con l’ausilio di motopompe e maniche è stata realizzata una linea di diverse centinaia di metri per raggiunge i 1.400 metri della quota del rifugio.
Al mattino, dopo ore di lavoro in grande precarietà, con le maschere che si gelavano in continuazione, la situazione era sotto controllo, ma ieri per tutto il giorno sì è lavorato per bonificare l’edificio e mettere tutto in sicurezza. «La cosa più importante ha commentato il sindaco Boris Preschern sul posto fin dalle prime ore – è che nel disastro nessuno si sia fatto male e di ciò va dato atto alle capacità operative di quanti sono intervenuti nei soccorsi. In questo momento il nostro pensiero principale va alla famiglia dei gestori. A loro la nostra massima vicinanza e solidarietà. Stavano gestendo con successo il rifugio. Arrivavano apprezzamenti da ovunque per la loro simpatia e la qualità del servizio».
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