«Ferrovia chiusa, un danno per le aziende»

GEMONA. «Il rischio oggi più grande, e da evitare, è di ritrovarsi in una situazione di stallo infinito, che vedrà la linea ferroviaria Sacile-Gemona chiusa per sempre, a causa anche di costi insostenibili, e le principali aziende della zona industriale di Flagogna-Casiacco in fuga perché i loro programmi di sviluppo sono frenati dalla strozzatura di questa tratta». Non usa mezzi termini il consigliere regionale Enio Agnola per dipingere la situazione della Sacile-Gemona, chiusa da luglio. Uno scenario che non lascia spazi a facili ottimismi per il futuro, nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale ai Trasporti Riccardo Riccardi. Il quale, in risposta a un’interrogazione di Agnola, ha evidenziato come «l’amministrazione regionale dal 7 febbraio sia in attesa della convocazione di un incontro da parte del ministero, per avviare il percorso di definizione delle azioni da intraprendere rispetto alle proposte formulate dalla Regione sia in termini di gestione diretta della linea, con eventuale cessione, sia di disponibilità statale allo stanziamento delle necessarie risorse».
Ma Agnola chiede che la Regione sia chiara coi territori interessati dalla tratta. «La situazione è completamente bloccata e la nuova giunta regionale dovrà subito avviare un tavolo con le amministrazioni interessate per rendere praticabile una soluzione che tenga conto di tutta una serie di aspetti – dice –. Gli oneri a carico della Regione per riattivare la linea sono del tutto insostenibili sia per l’investimento superiore ai 3 milioni di euro sia per un disavanzo di gestione consolidato annuale di oltre un milione 300 mila euro, senza dimenticare gli investimenti non calcolati per dotare le diverse fermate di strutture per i passeggeri, ora in stato di degrado. Inoltre, l’amministrazione Tondo ha appena ridotto di 5 milioni di euro i trasferimenti per il Tpl, penalizzando interi territori e riuscendo a garantire solo la pendolarità di lavoratori e studenti». Conclude Agnola: «Alla riapertura della tratta è collegata la realizzazione dei lavori di modifica dei sottopassi ferroviari a Costa di Forgaria, indispensabili per garantire la sopravvivenza degli stabilimenti siderurgici di Flagogna con al centro le storiche industrie Lima, i cui programmi di sviluppo sono ora frenati causa lo stop della linea». (g.s.)
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