Fedriga: "Irrevocabile la decisione di togliere lo striscione su Regeni". Ma il M5S lo espone

TRIESTE. La polemica legata alla decisione di togliere lo striscione che chiede verità per Giulio Regeni è approdata, venerdì 21 giugno, in Consiglio regionale con Massimiliano Fedriga che ha chiuso definitivamente alla possibilità che lo stesso ritorni sui palazzi della Regione, come richiesto dal segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli, definendola una “decisione irrevocabile”.
“Come ho sempre detto, fin dalla campagna elettorale – ha detto il governatore – sono sempre stato contrario alla politica degli striscioni perché non serve a nulla.
E proprio per questo motivo di fronte ad altre tragedie che hanno toccato il nostro territorio, come l’omicidio di Nadia Orlando, la strage di Dacca e la morte di una nostra corregionale in Spagna per cui chiediamo verità e giustizia ho scelto di non aggiungere striscioni ad altri striscioni.
In questo primo anno di mandato, però, proprio per rispetto della famiglia di Giulio Regeni, non ho toccato lo striscione nelle sedi di Udine e Trieste.
Eppure ogni volta che, per un motivo o per l’altro, abbiamo dovuto spostarlo per qualche ora, o qualche giorno, qualcuno è andato sui giornali a fare caciara.
Questa volta, poi, è stata addirittura la Federcalcio a contattarmi per dirsi pronta, in nome dell’Uefa, a eliminare le livree dell’Europeo Under 21 per evitare ulteriori polemiche”.
Da qui, quindi, nasce la decisione di togliere definitivamente gli striscioni. “La mia decisione è irrevocabile – conclude Fedriga -: così adesso chi vorrà alzerà un polverone per qualche giorno, ma poi metteremo finalmente la parola fine a una strumentalizzazione vergognosa.
Personalmente, poi, credo che abbia un peso molto più importante la decisione presa dal Governo, di cui la Lega è parte integrante, di aprire una Commissione d’inchiesta per arrivare, davvero, alla verità sull’omicidio di Regeni rispetto all’atteggiamento di quelle forze politiche che si sono asciugate la coscienza pubblicando una manciata di striscioni”.
Pronto, inoltre, l’appoggio del gruppo consiliare della Lega. “Stiamo dalla parte del presidente Fedriga – ha detto il capogruppo Bordin – e siamo del tutto contrari a concedere l’autorizzazione a esporre gli striscioni nei palazzi istituzionali”.
Ma uno striscione con la scritta «Verità per Giulio Regeni» è stato esposto dai consiglieri regionali M5S a una finestra degli uffici del Movimento, nel palazzo del Consiglio stesso. La finestra affaccia sulla centrale piazza Oberdan.
«Il cartello resterà esposto nonostante la decisione del governatore Fedriga», hanno detto gli stessi consiglieri, «è un gesto simbolico, con il quale vogliamo ribadire la vicinanza alla famiglia ed esprimere il sentimento di una comunità che non vuole smettere di credere alla ricerca della verità».
Il cartello è stato esposto dal lato interno di una finestra degli uffici politici del M5S, al terzo piano del palazzo del Consiglio. È più piccolo del tradizionale striscione ma visibile dal basso e riconoscibile dal colore giallo e dalla scritta in nero.
«La scelta del presidente Massimiliano Fedriga di rimuovere lo striscione dal palazzo di piazza Unità rappresenta un cattivo segnale, tanto più se la decisione non è stata condivisa con la famiglia di Giulio», concludono i consiglieri pentastellati Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai.
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