Far East Film Festival, le emozioni del film “Fujiko” a Udine: «Esperienza indimenticabile»

L’opera sugli ostacoli vissuti da una madre single nel Giappone degli anni Settanta: al centro dell’attenzione Yuki Katayama, Megumi e Taichi Kimura

Simone Narduzzi

La compostezza rotta dall’emozione più pura, le lacrime, genuine, a rinvigorir quell’abbraccio che il pubblico del Far East Film Festival ha voluto concedere ai protagonisti, direttore compreso, di Fujiko, film proiettato domenica in anteprima mondiale sullo schermo del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Un’opera delicata che parla degli ostacoli vissuti da una madre single nel Giappone degli anni Settanta senza però cadere nel dramma nudo e crudo, cogliendo piuttosto al volo le piccole occasioni di riso offerte, in qualche modo, dalla vita. Pellicola intensa, apprezzata dagli spettatori del Feff.

Non fosse per i cinque i minuti di applausi, di standing ovation, che hanno accompagnato i titoli di coda. Al centro dell’attenzione, in mezzo al pubblico, loro, Yuki Katayama, la protagonista, Megumi, attrice e producer, icona nel mondo del cinema made in Japan, e Taichi Kimura, direttore. Le prime due in lacrime, lui pure commosso.

Per tutti e tre, l’avventura udinese è giunta così all’apice della soddisfazione a coronamento di un soggiorno che ha visto la città aprirsi ai loro occhi regalando scorci poi condivisi anche a mezzo social. Piazza Libertà l’angolo del centro storico più apprezzato, nonché condiviso tramite stories su Instagram: ma a colpire il trio sono stati anche altri aspetti, altri luoghi. «Ho amato passeggiare in piazza Primo Maggio – rivela dunque Yuki Katayama durante il momento di interviste riservato al nostro giornale –. Ho trovato molto bello il prato all’inglese, passarci sopra è stato sempre molto godibile. Per quanto riguarda i negozi, ho trovato un brand di make-up italiano in cui ho preso il trucco che indosso ora».

Taichi Kimura, dal canto suo, ha apprezzato la fornitura e le dimensioni dei supermercati italiani: «Qui sono davvero enormi. Con me a Udine c’è anche mia moglie e insieme ci siamo dedicati a comprare tutta una serie di prodotti culinari, perché ovviamente la cultura alimentare italiana è sempre eccellente».

Ormai di casa al Festival, Megumi è alla seconda apparizione consecutiva in città: «Ho adocchiato una gelateria in cui vorrei andare, ma ho saputo anche di un ristorante giapponese condotto qui a Udine proprio da una persona giapponese. Questo è molto bello: è fantastico che in Italia sia possibile poter gustare piatti giapponesi di alta qualità».

Tornando sulle emozioni vissute domenica, alla proiezione del loro film, i tre, a turno, hanno sottolineato l’apprezzamento per gli applausi, i sorrisi e le urla di giubilo ricevute. «Assistere a una standing ovation è così bello che, dovessi farne esperienza tutti i giorni, non mi dispiacerebbe – scherza Taichi Kimura –. La mattina, quando mi sveglio, standing ovation, così come la sera, prima di andare a letto. Mi andrebbe benissimo. No, comunque è stato fantastico».

Yuki Katayama è alla prima esperienza a un festival del cinema, tra l’altro in Italia: «Ero abbastanza sicura che il pubblico italiano avrebbe fortemente apprezzato Fujiko, ma ricevere tutti quegli applausi, così a lungo, era qualcosa di assolutamente inimmaginabile. Mi era stato detto poi che gli italiani, se non apprezzano un film, prendono e se ne vanno. Ma in questo caso c’erano centinaia di persone che sono rimaste lì ad applaudire. Io non riuscivo a smettere di piangere».

Lacrime hanno solcato anche il volto di Megumi: «Guardando i volti di chi applaudiva – ricorda –, vedevo qualcuno piangere, altri invece che ci guardavano con un’espressione fiera, felice: non avevo mai visto qualcosa del genere e così sono esplosa anch’io a piangere. È stata un’esperienza così potente da farmi capire che ancora non conosco me stessa. Questa esperienza udinese per me sarà indimenticabile». Per lei così come, ci scommettiamo, per i suoi compagni di viaggio. Udine, grazie al Feff, diventa anche questo: una città che si lascia scoprire, una città che regala emozioni.

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