Fanna, chiude la macelleria Mazzoli dopo oltre 100 anni: «Il paese si sta spegnendo»
Paolo Mazzoli alza bandiera bianca: «Associazioni di categoria assenti e abitudini cambiate». Dopo 48 anni dietro al bancone, il titolare saluta i clienti con un rinfresco e un cartello di ringraziamento

Più di un secolo di storia non basta a fermare la crisi del commercio di prossimità: a Fanna, anche la macelleria Mazzoli alza bandiera bianca. Dopo oltre 100 anni di onorato servizio, lo storico punto di riferimento vicino alla piazza si trova costretto alla chiusura.
È proprio il titolare Paolo Mazzoli a ripercorrere le origini dell’attività, ma soprattutto le ragioni che hanno reso la chiusura inevitabile: «La macelleria è nata grazie a mio nonno Virginio. La mia famiglia viene da Maniago, ma si è trasferita a Fanna negli anni Venti, quando mio nonno ha aperto la rivendita. Negli anni è stata gestita da mio padre, mio zio e da me a partire dal 2006. Questa chiusura – prosegue Mazzoli –, è dovuta a tanti fattori, così come al momento particolare del commercio. Le nostre associazioni di categoria non stanno salvaguardando le piccole imprese come queste. Mi prendo la responsabilità di chiudere un’attività centenaria – commenta con rammarico –, ma, ripeto, è dovuto a questi momenti non facili. Il paese si sta spegnendo».

Dalle parole di Mazzoli emerge anche il tentativo, nell’ultimo periodo, di trovare una soluzione che potesse garantire continuità alla macelleria: «Ho cercato qualcuno che mi subentrasse, con i tempi che corrono non volevo neanche chiedere più di tanto, ma la situazione non è facile e il lavoro è particolare. Adesso, per tenere aperta un’attività, devi proporti in maniera differente, io tra poco farò 65 anni e qua dentro ne ho passati 48, gestendo tutto assieme alla mia compagna. Ormai sono in pensione da due anni, constatando che non ci sono più le condizioni per poter proseguire».
Un rammarico che affonda le radici, tra le altre cose, nel cambiamento delle abitudini di consumo. Sempre più spesso il commercio al dettaglio cede il passo alla grande distribuzione, che negli anni ha progressivamente eroso clientela e centralità ai negozi di paese: «Negli scorsi anni il lavoro c’era, invece nel tempo qui in paese sono molte le attività che hanno chiuso. Per ringraziare chi ha fatto parte della nostra attività – conclude Mazzoli –, ho affisso un cartello ringraziando la popolazione e tutti quelli che sono stati partecipi. Sempre per ringraziarli, giorni fa ho organizzato un piccolo rinfresco».
Nel frattempo, lo sgomento sui social è profondo: sono molti i fannesi che hanno espresso rammarico per la perdita di un’attività considerata parte della storia del paese. C’è chi ricorda la competenza e la qualità del lavoro svolto negli anni, chi parla della macelleria come di un punto di ritrovo, chi la lega a ricordi d’infanzia e alla quotidianità di un paese che nel tempo è davvero tanto cambiato.
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