Famiglie omosex, lite Ciriani-Arcigay Il presidente della Provincia: ho patrocinato la campagna, non i manifesti. Deperu: queste mail dimostrano che sapevi

Uno esibisce le mail con tanto di manifesti allegati, per dire che “La Provincia non può dire che non sapeva”, l’altro risponde a muso duro. E così più dei manifesti scelti da Arcigay per la campagna...

Uno esibisce le mail con tanto di manifesti allegati, per dire che “La Provincia non può dire che non sapeva”, l’altro risponde a muso duro. E così più dei manifesti scelti da Arcigay per la campagna del 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, valgono le polemiche.

La Provincia. Il presidente Ciriani, tacciato di ambiguità da Arcigay Friuli, risponde a muso duro. «Una cosa è l’omofobia che va condannata sempre e comunque come ogni forma di discriminazione. Altra cosa sono i matrimoni gay o le adozioni da parte di omosessuali rispetto ai quali la nostra posizione è una sola e non è mai mutata. Ma dirò di più. “Mio papà è gay?” recita lo slogan del manifesto. Io rispondo “chissenefrega!». Nel privato uno fa quel che vuole ma la si smetta di cercare consensi pubblici su questioni che afferiscono la sfera privata. Noi non siamo stati ambigui. Abbiamo dato il patrocinio a una campagna contro l’omofobia e basta».

La maggioranza. I manifesti non sono piaciuti alla Lega Nord e hanno creato qualche imbarazzo anche all’Udc, ma il presidente rassicura i propri alleati: «Siamo da sempre per una famiglia sola, quella tradizionale, gli alleati dormano sonni tranquilli». A rafforzare la posizione di Ciriani arriva anche il coordinatore provinciale del Pdl, nonché assessore della sua giunta, Antonio Consorti. «Pieno sostegno al presidente nella scelta e soprattutto nelle motivazioni di quella decisione. Ci è stato chiesto il patrocinio a una campana contro l’omofobia e noi l’abbiamo dato». Come dire alla Lega Nord che non sono ammesse recriminazioni.

Arcigay all’attacco. Ma il passo indietro non va giù all’associazione per i diritti degli omosessuali. «Caro Alessandro Ciriani, non é di “patrocini pelosi” che abbiamo bisogno e come Arcigay Friuli ne avremmo fatto volentieri a meno, viste le tue posizioni – replica secco il presidente del sodalizio, Giacomo Deperu -. Resta il fatto che non puoi mentire solo perché sei in imbarazzo nei confronti della tua combriccola di centrodestra: il patrocinio della Provincia di Pordenone é stato confermato solo dopo la visione dei manifesti da parte della segreteria della presidenza, addirittura con il logo della Provincia giá inserito, come da vostra richiesta. E ho tutte le mail per dimostrarlo! Nella tua arretratezza culturale, cerca almeno di essere onesto».

Il giallo. Ed effettivamente la sequenza – la corrispondenza tra il presidente Arcigay e la segreteria di presidenza lo dimostra – è chiara: il 6 maggio la segreteria dà il via libera informale ma chiede la bozza del materiale pubblicitario. Il giorno dopo Deperu risponde e invia in allegato il pdf dei manifesti. Peccato che quegli allegati – probabilmente per una questione organizzativa interna – non sono mai arrivati sul tavolo della presidenza. Di più. Il patrocinio solitamente spetta al presidente, ma viste le polemiche dello scorso anno, Ciriani ha deciso di portare la questione in giunta. Nemmeno là, però, nessuno ha visto i manifesti. Il patrocinio sarebbe stato concesso ugualmente? Domanda retorica.

Il confronto. Per ora il confronto resta via stampa. All’invito all’incontro pubblico di lunedì sera – alla “Serata gaia” organizzata da Arcigay in biblioteca alle 20.30, con i protagonisti dei manifesti – Ciriani non andrà. Declina l’invito di Deperu. «Ho altro da fare e comunque ritengo, anche rispetto ai provvedimenti della presidente Serracchiani, che ci siano questioni molto più importanti e urgenti sulle quali la politica si debba concentrare in questo momento». Faccia a faccia rinviato, nuove polemiche garantite.

Martina Milia

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