Famiglia scomparsa da Piacenza, ricerche nelle zone impervie del Tarcentino

Attivato il posto di comando avanzato per le ricerche della donna e dei due figli scomparsi dal 20 aprile. Ritrovata l’auto vicino a via Monte Grappa, in campo anche elicottero, droni e soccorritori

L'auto trovata parcheggiata a Tarcento, in via Monte Grappa
L'auto trovata parcheggiata a Tarcento, in via Monte Grappa

Proseguono senza sosta le ricerche della famiglia scomparsa da Piacenza lo scorso 20 aprile.

A Tarcento è stato attivato un posto di comando avanzato per coordinare le operazioni sul territorio alla ricerca della donna e dei suoi due figli, di 14 e 16 anni, di cui non si hanno più notizie da quasi tre settimane.

Campo base vicino al luogo del ritrovamento dell’auto

Il campo base è stato allestito nei pressi del parcheggio di via Monte Grappa, area dove nella giornata di mercoledì è stata rinvenuta l’auto della donna.

Il ritrovamento del veicolo rappresenta al momento uno degli elementi più rilevanti nelle indagini e ha portato a concentrare gli sforzi proprio nell’area circostante.

Secondo le prime verifiche, la vettura sarebbe stata attrezzata per affrontare un campeggio, dettaglio che rafforza l’ipotesi di una permanenza all’aperto.

L’ultima traccia telefonica in Friuli

Già nei giorni scorsi gli investigatori avevano rilevato un elemento decisivo: l’ultima cella telefonica agganciata dai dispositivi dei dispersi risultava localizzata proprio in Friuli Venezia Giulia.

Un dato tecnico che aveva già indirizzato l’attenzione delle forze dell’ordine verso il Tarcentino.

Con la famiglia risultavano presenti anche quattro cani di taglia media.

In campo elicottero, droni e squadre specializzate

Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura e vedono impegnato un ampio dispositivo di ricerca.

Sul posto stanno operando i Carabinieri del Comando provinciale, i Vigili del fuoco, supportati anche dall’elicottero Drago decollato dall’aeroporto di Venezia e dal reparto droni.

Presenti inoltre volontari della Protezione civile e del Soccorso alpino, mobilitati per scandagliare aree boschive e zone difficilmente accessibili.

Ricerche concentrate nelle zone impervie

Le attività si stanno concentrando in particolare nelle aree più impervie del territorio.

Tra gli elementi considerati dagli investigatori c’è infatti la passione della donna per arrampicata ed escursionismo, aspetto che rende plausibile la presenza in sentieri o aree montane poco battute.

Le ricerche proseguono con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi movimenti della famiglia e trovare nuove tracce utili al caso.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto