Famiglia intossicata dal monossido a Cervignano

CERVIGNANO. Tragedia sfiorata, mercoledì mattina, nel capoluogo della Bassa friulana. Avrebbe potuto avere un epilogo drammatico l'intossicazione da monossido di carbonio che ha colpito una donna residente in una villetta di via Fruch.
E’ successo verso le 13. I vigili del fuoco del distaccamento di Cervignano, dopo aver eseguito le necessarie misurazioni, hanno confermato tracce significative di monossido all’interno dell’abitazione, in particolare nello scantinato.
La donna, una domenicana di 35 anni, stando alla ricostruzione dell’accaduto, stava facendo ginnastica nello scantinato.
A un certo punto si è sentita male. Il marito, comprensibilmente spaventato, l’ha immediatamente accompagnata al pronto soccorso di Palmanova, dove, a entrambi, è stata riscontrata un’intossicazione da monossido di carbonio con valori preoccupanti.
E’ stato proprio il personale medico del Sores ad allertare i vigili del fuoco, intervenuti tempestivamente sul posto. Per entrare all’interno dell’abitazione, i pompieri hanno atteso il rientro a casa del figlio diciassettenne della coppia.
La sorellina più piccola si trovava ancora a scuola. In un primo momento, sembrava che le persone intossicate fossero 4, marito, moglie e anche i due figli. Successivamente l’allarme è rientrato.
L’unica ad aver accusato un malore è stata la donna, le cui condizioni, fortunatamente, non sono gravi. Come detto, i vigili del fuoco hanno effettuato tutte le misurazioni e, nello scantinato, sono state trovate tracce significative di monossido, il “killer silenzioso” che spesso colpisce nel sonno.
L’ipotesi è che il gas possa essere fuoriuscito dalla caldaia, alimentata a metano. I vigili del fuoco stanno effettuando accertamenti. L’utilizzo dell’apparecchio è stato vietato fino a quando non saranno terminate le dovute verifiche in merito all’istallazione e al funzionamento. «Il monossido – spiega Valmore Venturini, responsabile della comunicazione del comando provinciale dei vigili del fuoco – è un gas letale, che si forma nelle combustioni povere di ossigeno. La prima cosa da fare è installare gli impianti a regola d’arte.
Gli apparecchi che richiedono aria per la combustione hanno bisogno di aperture di ventilazione per far affluire il giusto quantitativo d’aria. E’ di fondamentale importanza la corretta manutenzione.
Il monossido di carbonio è molto pericoloso perché è incolore e inodore. Recentemente, a Passons, abbiamo avuto due decessi. A Tarvisio, invece, 7 persone sono rimaste intossicate, qualche mese fa. Capita frequentemente, purtroppo, e questi interventi coincidono sempre con la stagione fredda».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








