Falsi permessi, scagionato vicequestore di Pordenone

PORDENONE. Finisce il calvario giudiziario per il vicequestore aggiunto Pier Giovanni Rodriquez, 46 anni, residente a Portogruaro, ora al comando delle Squadre volanti di Pordenone. Al tribunale di Venezia, il pm Stefano Buccini ha chiesto l’archiviazione per le ipotesi di reato di concorso in corruzione e concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il nome di Rodriquez, allora dirigente della polizia di frontiera all’aeroporto di Treviso, era finito nell’inchiesta che aveva portato, il 6 agosto del 2013, all’arresto di tre agenti del commissariato di Jesolo e cinque immigrati, coinvolti, secondo l’accusa, in un giro di falsi permessi di soggiorno, rilasciati a stranieri in cambio di denaro. La posizione di Rodriquez era stata stralciata già a suo tempo dall’inchiesta principale.
È rimasta in piedi solo un’ipotesi residuale di condotta illecita, quella di omessa o ritardata denuncia nei confronti di due dei tre agenti coinvolti nell’inchiesta, perché, secondo l’accusa, l’allora dirigente della Polizia di frontiera aeroportuale, pur non avendo preso parte alcuna nella vicenda, non avrebbe potuto non essere al corrente degli affari dei suoi due ex colleghi del commissariato di Jesolo (con i quali peraltro, non aveva più intrattenuto rapporti da tempo) con riferimento a una singola pratica.
Il primo falso permesso di soggiorno è stato rilasciato, infatti, a una giovane sudamericana, arrivata all’aeroporto di Treviso con un visto turistico. La donna si era recata nell’ufficio di Rodriquez, chiedendo quali fossero le procedure per fare la stagione a Jesolo e ottenere un permesso di soggiorno per lavoro ed era stata indirizzata al commissariato di Jesolo.
Secondo il pm, Rodriquez avrebbe dovuto insospettirsi e fare rapporto. Peraltro, nell’incidente probatorio del 20 marzo del 2014 la giovane sudamericana non aveva nemmeno riconosciuto Rodriquez e aveva in seguito sottolineato la sua estraneità ai fatti. Per l’omessa denuncia, dunque, ieri mattina Rodriquez ha patteggiato una multa di 11.250 euro.
«Riteniamo che vi siano, tuttavia, gli estremi per un proscioglimento anche da questa ipotesi – rimarca l’avvocato Barbara De Biasi, che con il legale di fiducia Antonio Franchini difende Rodriquez –. Stiamo valutando, pertanto, il ricorso in Cassazione. A volte si patteggia perché andare a processo diventerebbe una gogna mediatica, soprattutto in processi come questi, dove le accuse iniziali erano di una gravità inaudita. La Procura le ha fatte cadere tutte, fatta eccezione per quest’ultima».
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