False miniere di diamanti, secondo round giudiziario

Riparte domani alla Corte d’appello di Trento il processo per la truffa dei diamanti, che vede fra le 24 parti civili anche numerosi pordenonesi, difesi dall’avvocato Andrea Cabibbo. Ammonta a 1...
Riparte domani alla Corte d’appello di Trento il processo per la truffa dei diamanti, che vede fra le 24 parti civili anche numerosi pordenonesi, difesi dall’avvocato Andrea Cabibbo. Ammonta a 1 milione e 820 mila euro in tutto la richiesta di risarcimento dei danni. In primo grado sono stati condannati a sei anni di reclusione ciascuno Claudio De Giorgi e Raulo Giovannoni, a tre anni di reclusione ciascuno Gianpietro Magagni e Ruggero Dalla Serra. Ai primi due la Procura ha contestato oltre al reato di truffa l’associazione per delinquere attribuendo loro un ruolo di maggior peso nell’organizzazione, mentre la posizione di Magagni e Dalla Serra viene ritenuta di semplici partecipi.

Il gruppo organizzato, secondo i giudici, proponeva varie forme di investimento “ad alta redditività” a una clientela selezionata, che invitavano a convention ospitate in hotel a Trento, Sirmione e Merano. Ai clienti, però, fornivano soltanto una sorta di anticipo immaginario su eventuali utili futuri (che non vi sono mai stati), inducendo poi le vittime del raggiro a investirli nuovamente nel castello finanziario immaginario. Si proponevano, inoltre, investimenti per acquisti azionari apparenti in varie società, ad avviso del tribunale fittizie, per realizzare e commercializzare prodotti o tecnologie innovative o in attività di estrazione mineraria. I vertici dell’organizzazione, secondo i giudici, si erano inventati anche l’esistenza di miniere di oro e diamanti nella Repubblica centro africana: servivano, però, consistenti investimenti per l’estrazione sistematica. Nella rete, secondo i giudici, sono finiti più di 150 investitori, per un totale di 17 milioni di euro acquisiti e spariti.

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