Fallimento Ashome al tribunale di Treviso

I creditori hanno rinunciato ad appellarsi ai giudici di Pordenone. Procedimento estinto
FOTO MISSINATO - VESCOVO IN VISITA ALLA FLORIDA
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BRUGNERA. Sono ore frenetiche, per i dipendenti della Ashome. La proprietà dell’azienda del mobile di Brugnera ieri ha presentato le proprie osservazioni per dimostrare la competenza territoriale del foro di Treviso, dove la società ha la sede legale, in merito all’istanza di fallimento presentata da tre fornitori al Tribunale di Pordenone. I creditori, da parte loro, hanno rinunciato all’istanza al tribunale di Pordenone che, di conseguenza, dichiarerà estinto il procedimento. La parola, ora, a Treviso.

Le maestranze, esasperate dalla gestione del lavoro manifestata dalla proprietà negli ultimi due anni, quando i brand Leader e Ashome sono stati rilanciati a seguito del fallimento del gruppo Florida. Ashome inizialmente aveva preso possesso degli uffici e dell’area produttiva dell’ex mobilificio Florida a Prata, per imprimere quasi subito un drastico ridimensionamento della pianta organica sia per gli impiegati sia per gli operai. In un secondo momento, anzi, a cassa integrazione già largamente utilizzata, uffici e dipendenti vennero spostati nella sede brugnerese senza che, tuttavia, né la produzione né il commercio ne traessero giovamento. I pochi lavoratori che hanno potuto concedersi il raggiungimento di un luogo di villeggiatura come pure la massa di quanti sono rimasti in casa attendono spasmodicamente di conoscere le decisioni del tribunale. Il motivo è semplice: è convinzione generale che i tempi di svolgimento delle pratiche da parte del Tribunale di Pordenone, per più motivi, sarebbero stati molto più rapidi di quelli di Treviso. Con il decreto di fallimento, per i lavoratori scatterebbe la mobilità, vista paradossalmente come un’opportunità di reimpiego dati i consistenti sgravi fiscali e previdenziali riconosciuti alle aziende che assumono manodopera in mobilità. Anche se la proprietà ha formalmente richiesto di accedere alla formula del concordato, l’ipotesi della dichiarazione del fallimento è infatti data per certa, visto il sommarsi delle pesanti esposizioni debitorie da parte di Ashome. In particolare, stando alle voci più accreditate, sfiorerebbe il milione di euro il debito contratto dalla società con i proprietari degli stabili occupati da Ashome, che non pagherebbe l’affitto da mesi. Nel frattempo, è stata prolungata fino al 28 settembre la cassa integrazione ordinaria per i 46 dipendenti del mobilificio Leader.

Giacinto Bevilacqua

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