Facebook attacca Facecjoc: «Va chiuso, ci fa concorrenza sleale»

La richiesta di chiusura spedita via mail all’ideatore del social network friulano De Bortoli: «Un atto di prepotenza verso una realtà collaudata. Serve una legge»

UDINE. Facebook attacca Facecjoc, il social network ideato dal friulano Gianluca De Bortoli e sul quale gravitano quasi dieci milioni di iscritti. Il colosso mondiale ne ha intimato la chiusura per «concorrenza sleale». Fattispecie che il suo fondatore non ravvisa affatto, ritenendo la richiesta soltanto il tentativo di bloccare una realtà «nata nel 2009 e in continua espansione».

A scrivere a De Bortoli – al suo indirizzo di posta elettronica – è stato lo studio legale Spheriens «in nome e per conto della società Facebook che il nostro studio rappresenta in Italia nel settore della proprietà intellettuale». La lettera – datata 25 novembre 2019 anche se spedita via mail il 28 luglio 2020 – fa seguito a una richiesta di contatto avviata da Spheriens (con studi a Firenze, Milano, Roma e New York), lo scorso febbraio, tramite la messaggistica di una pagina dedicata al social friulano e alla quale non era stata data importanza, confusa tra i numerosi altri messaggi quotidiani. In sostanza, la richiesta stragiudiziale intimerebbe la rimozione del social network friulano e del dominio facecjoc.com oltre che di tutti i suoi domini e applicazioni collegati, come Bubbles (messaggistica). «La piattaforma Facecjoc imita il layout e gli elementi di Facebook – scrive Spheriens –, come il “pollice in su”, il tasto “mi piace” e il logo Gruppi. Inoltre, utilizza il logo “fc” che è simile al logo “f” di Facebook». Il loro utilizzo, ritengono i legali, «costituisce una violazione dei diritti di esclusiva sul marchio Facebook e sugli altri di proprietà della nostra assistita sotto molteplici profili, oltre che un atto di concorrenza sleale».

«Facebook – replica De Bortoli – da sempre cerca di “mangiare” i piccoli quando diventano grandi e, se non può, li compra come ha fatto con WhatsApp. In Europa si sono già verificate situazioni simili a questa, cause tutte perse o abbandonate dal colosso mondiale. Per quanto riguarda Facecjoc sono completamente tranquillo – sottolinea – sapendo di aver sempre utilizzato la massima cura e legalità fin dalla sua nascita, e non c’è alcun elemento che può essere imputato a “clonazione” o violazione di diritti». Il dominio facecjoc.com «l’ho registrato ben 11 anni fa, nel 2009; nessuna azione di concorrenza sleale o altro da parte mia. Ritengo sia solo ed esclusivamente un atto di prepotenza verso una start-up ormai radicata e in espansione». De Bortoli si dice convinto di spuntarla e, anzi, chiede maggiori garanzie: «Ci vorrebbe una legge chiara e decisa – conclude – che tuteli le nostre start-up nazionali da attacchi di colossi mondiali: in Europa e in Italia siamo ancora in piena jungla».

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