Evasione fiscale internazionale da oltre 2,5 milioni: scoperti a San Giorgio di Nogaro due uffici “fantasma”
La guardia di finanza di Cividale ha individuato due società estere riconducibili a una multinazionale: oltre 700 mila euro già versati al fisco, altri 120 mila saranno pagati alla scadenza delle dichiarazioni

Un’evasione fiscale internazionale da oltre 2,5 milioni di euro di redditi non dichiarati è stata scoperta dalla guardia di finanza di Udine nel settore del commercio di carta decorativa. Al centro dell’attività dei militari della compagnia di Cividale sono finite due società estere, una spagnola e una austriaca, appartenenti alla stessa multinazionale.
Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, le due imprese avrebbero operato sul mercato italiano attraverso una struttura situata a San Giorgio di Nogaro, formalmente indicata come semplice ufficio di rappresentanza.
Gli accertamenti hanno invece portato a una diversa ricostruzione dell'attività svolta in provincia di Udine.
L'ufficio di San Giorgio di Nogaro
L'indagine è partita dal monitoraggio delle operazioni commerciali effettuate tra le imprese della provincia di Udine e l'estero. Un'attività svolta anche attraverso l'incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati utilizzate dalla guardia di finanza.
Durante gli approfondimenti, i militari hanno individuato un ufficio a San Giorgio di Nogaro riconducibile alle due società estere.
La struttura, secondo quanto accertato, non sarebbe stata utilizzata soltanto per attività di rappresentanza. Al suo interno operavano infatti i due direttori commerciali delle imprese, impegnati nell'introduzione dei prodotti delle società estere sul mercato italiano.
Per la Finanza erano due stabili organizzazioni
È proprio questo elemento ad aver portato i finanzieri a contestare l'esistenza in Italia di due “stabili organizzazioni” delle società estere.
La qualificazione fiscale è rilevante perché, sulla base degli accertamenti effettuati, le due strutture avrebbero svolto sul territorio italiano attività commerciali tali da generare redditi che non sarebbero stati dichiarati in Italia.
Nel complesso, i redditi sottratti a tassazione sono stati quantificati in oltre 2,5 milioni di euro.
L'evasione supera gli 800 mila euro
La mancata dichiarazione dei redditi e il conseguente mancato versamento delle imposte hanno determinato, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, un'evasione fiscale che, comprese le sanzioni amministrative, supera gli 800 mila euro.
L'operazione ha quindi consentito di riportare nell'ambito della fiscalità italiana attività commerciali che, secondo gli accertamenti, venivano concretamente svolte attraverso le strutture presenti in provincia di Udine.
Oltre 700 mila euro già versati allo Stato
L'attività investigativa ha visto anche la collaborazione tra la guardia di finanza di Udine e la direzione provinciale dell'agenzia delle entrate.
La sinergia tra i due enti ha consentito di instaurare un contraddittorio con le imprese interessate dagli accertamenti. Le società, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, hanno scelto di collaborare con l'Amministrazione finanziaria.
È così arrivato il versamento in un'unica soluzione di oltre 700 mila euro nelle casse dello Stato.
A questa somma si aggiungeranno ulteriori 120 mila euro, che le imprese si sono impegnate a versare alla scadenza dei termini previsti per la presentazione delle dichiarazioni fiscali relative all'annualità 2025.
L'operazione contro le frodi fiscali
L'intervento rientra nella più ampia attività della guardia di finanza finalizzata alla tutela della legalità economico-finanziaria e al contrasto delle frodi fiscali.
L'obiettivo, sottolineano le Fiamme Gialle, è anche quello di garantire il corretto funzionamento del mercato e condizioni di concorrenza leale tra le imprese, contrastando quei comportamenti che possono determinare un vantaggio competitivo attraverso il mancato pagamento delle imposte.
Nel caso scoperto nel territorio udinese, l'attività di monitoraggio delle relazioni commerciali con l'estero e l'incrocio delle informazioni disponibili nelle banche dati hanno consentito di individuare una struttura che, secondo gli accertamenti, aveva caratteristiche operative diverse da quelle formalmente dichiarate.
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