Escalation di furti: le bande organizzate colpiscono di sera

Feletto Umberto, Pasian di Prato, Codroipo, Campoformido, Reana, ma anche nel Cividalese e nella Bassa friulana e, naturalmente, a Udine. Queste sono solo alcune delle località in cui, nelle ultime due settimane, si sono verificati diversi furti (in alcuni casi solo tentati) in abitazione. Come negli anni passati, anche in questo 2013 in provincia si avverte un aumento dei raid ladreschi. Il periodo più “caldo” solitamente è quello compreso tra l’inizio di novembre e il Natale. Risale a mercoledì scorso, per esempio, il maxi-furto da 100mila euro nell’appartamento del centrocampista dell’Udinese Giampiero Pinzi, che abita in città.
I colpi vengono messi a segno da bande che si spostano a bordo di auto rubate. Qualche giorno fa i carabinieri hanno inseguito un’Audi A3 con 4 uomini a bordo. Quando la vettura è finita contro un muretto l’unico rimasto a bordo se l’è data a gambe, ma i militari hanno trovato nella vettura ogni tipo di arnese da scasso, compresa la flex. Su quella macchina, dunque, c’era una banda che stava andando “a lavorare”.
Orari critici. Entrano in casa senza fare il minimo rumore, quasi sempre nella fascia oraria 17-21, approfittando del fatto che fa buio presto. Ma spesso non hanno timore né della luce del giorno, né dei vicini di casa: il colpo in casa Pinzi è stato infatti messo a segno in pieno giorno all’interno di un palazzo molto frequentato (anche per la presenza di ambulatori medici) di Borgo Stazione.
Bande tecnologiche. I malviventi, quasi sempre giovanissimi e “tecnologici”, usano tecniche così sofisticate e rapide da non destare il minimo sospetto. Il famoso “piede di porco” ormai non viene usato più. Ed è anche raro trovarsi di fronte a grossolane azioni di scasso come un vetro rotto o un infisso forzato. Giovedì pomeriggio, tanto per fare un altro esempio, i “soliti ignoti” sono entrati in una villetta di via Adriatica, a Basaldella, sono riusciti a staccare l’allarme e poco dopo se ne sono andati senza portare via nulla.
Scuola di ladri on-line. I ladri hanno affinato le loro tecniche soprattutto grazie al web. Infatti, se si cercano video sui metodi di effrazione su Google o su Youtube si trova tantissimo materiale. Ci sono anche immagini e filmati che insegnano nel dettaglio alcuni segreti che, fino a qualche anno fa, soltanto i fabbri più esperti conoscevano.
Cilindri “sfilati”. Come spiegano le stesse forze dell’ordine, il più delle volte i ladri aprono le porte senza scasso rompendo il cilindro della serratura: in pratica vengono usate pinze a scatto per fermare il cilindro (che, nella maggior parte delle porte, sporge di qualche millimetro dalla toppa). Una volta bloccata la presa intorno al cilindro, basta un colpo secco per rompere la congiuntura interna che tiene insieme le due parti della serratura. A quel punto, basta che il ladro, con la stessa pinza, tiri verso di sé il cilindro, sfilandolo dalla porta.
Porte blindate. Per aprire le porte blindate: si usa invece la tecnica del lockpicking: consiste nell’inserire dentro il buco della serratura un grimaldello con il quale si riesce a forzare la serratura fino ad aprirla. Stesso metodo anche per le casseforti che, di solito, hanno lo stesso sistema di chiusura delle porte blindate. E più il foro per la chiave è grande, più è agevole per i ladri lavorare col grimaldello.
Il foro nella finestra. E’ sempre “in vigore”, inoltre, il foro praticato con il trapano nel legno di una finestra. Attraverso il buchino il “topo d’appartamento” fa passare un arnese con cui riesce a muovere la maniglia e dunque ad aprirsi un agevole accesso in casa. La manovra richiede poco più di un minuto.
Tempi di scasso. E per un ladro con un po’ d’esperienza sono necessari solo 15-20 secondi anche per aprire porte che non hanno serrature e cilindri di ultima generazione. Insomma, è come se avessero le chiavi. Ecco perchè gli esperti in sistemi di sicurezza meccanici consigliano le chiavi più evolute a duplica controllata e i cilindri anti-bumping.
Cos’è il bumping?Un metodo per aprire le serrature a cilindro di porte e lucchetti con un’apposita chiave ad urto. Si inserisce nella serratura una chiave limata e la si usa come tensore; la chiave viene poi colpita con un qualsiasi oggetto rigido e questo fa sì che la forza dell’urto vada ad alzare i pistoni superiori oltre la linea di apertura, facendo quindi scattare la serratura stessa.
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