Equitalia, caccia a 270 milioni in Fvg

Sono 30mila i contribuenti interessati ai pagamenti dilazionati. Udine in testa tra le città “morose” con quasi 112 milioni
Gli uffici di Equitalia in via dell'Innovazione a Milano presso i quali e' intervenuto il 118 per due buste dal contenuto sospetto, 11 gennaio 2011. Il contenuto di entrambe dovrebbe essere innocuo e quindi non è stato necessario alcun controllo in ospedale per i tre dipendenti che le hanno toccate. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Gli uffici di Equitalia in via dell'Innovazione a Milano presso i quali e' intervenuto il 118 per due buste dal contenuto sospetto, 11 gennaio 2011. Il contenuto di entrambe dovrebbe essere innocuo e quindi non è stato necessario alcun controllo in ospedale per i tre dipendenti che le hanno toccate. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

TRIESTE. Il Friuli Venezia Giulia deve allo Stato ancora 270 milioni di euro. 267 milioni 699 mila e 196 per l’esattezza. Sono i quattrini non versati dai contribuenti a cui va a caccia Equitalia: somme dovute, accompagnate dalle poco gradite “cartelle” recapitate a casa. Non esattamente un biglietto di cortesia. Tasse non corrisposte, che questi cittadini hanno scelto di pagare a rate. Imposte che mancano per buona parte dalla provincia di Udine: 111 milioni e 600 mila euro, quasi la metà del totale.

Seguono, a distanza, Trieste, Pordenone e Gorizia. Denaro richiesto prevalentemente dall’Agenzia delle entrate su redditi non dichiarati, o solo parzialmente, dall’Inps e altre istituzioni pubbliche. Come i Comuni, per quanto riguarda imposte sui rifiuti, ad esempio, o multe non saldate. «L’ente impositore», così si chiama, verifica, accerta e procede con l’iscrizione “al ruolo”, una sorta di registro dei cattivi. Poi scatta la cartella. Lo scenario nazionale 20 miliardi di euro, stando ai dati in mano a Equitalia e riferiti a marzo 2012. A tanto ammonta il buco da colmare in Italia a suon di cartelle, una valanga di 1 milione e mezzo di letterine. Il Friuli Venezia Giulia è quasi un santo con l’aureola.

Ha sul groppone 270 milioni di euro, ma nel resto del Paese si sta peggio. Molto peggio. In Lombardia Equitalia ha accettato rateizzazioni per 3 miliardi e 500 milioni di euro, in Lazio 3 miliardi e 300 milioni, in Campania 2 miliardi e 200 milioni. In Toscana 1 miliardo e spiccioli, mentre nel vicino Veneto si supera il miliardo. Tra le più virtuose la Valle d’Aosta (21 milioni e mezzo di euro) e il Trentino (143 milioni). Il Friuli Venezia Giulia In regione risultano complessivamente 30 mila e 262 rateazioni concesse per circa 270 milioni di euro. La cifra rappresenta le imposte che Equitalia deve riscuotere e si ricava sommando gli importi per i quali i cittadini hanno domandato il piano di pagamento. È il denaro che lo Stato deve recuperare e il contribuente, per mettersi in regola con il fisco, decide di dilazionare il dovuto. Si tratta comunque di una fetta del totale.

«L’anno scorso – spiega Giordano Popoli, direttore regionale di Equitalia Nord – sono state inviate circa 300 mila cartelle. Di queste tra il 20 e il 25% alla fine vengono rateizzate». Si tratterebbe del 10%, si stima, di chi ha ricevuto l’attenzione di Equitalia, cioè chi non ha ancora saldato. «Anche in Friuli Venezia Giulia, come nelle altre regioni, ci rendiamo conto che la situazione è certamente critica, soprattutto in questo periodo di crisi, ma i contribuenti non dimostrano di reagire male», commenta il direttore. Le quattro province Udine fa la parte del leone: 111 milioni e 600 mila euro per quasi 12 mila pagamenti a rate. «Non è che lì sono più scorretti delle altre città – sottolinea il direttore regionale di Equitalia Nord – il motivo va ricercato nel fatto che la provincia è ampia e il territorio ha a che fare con un tessuto produttivo più dinamico economicamente, quindi – aggiunge il direttore – la casistica aumenta».

Seguono Trieste (64 milioni di euro), Pordenone (58 milioni) e Gorizia (33 milioni e 600 mila). Le rateizzazioni La possibilità di pagare a rate i debiti è stata introdotta a partire dal 2008 «per aiutare famiglie e imprese». In questo modo, afferma Equitalia, «chi è in situazione di temporanea difficoltà può dilazionare gli importi delle cartelle anche fino a 6 anni, periodo che – è precisato – può essere prolungato di ulteriori 6 anni nel caso di un peggioramento dello stato economico, come disposto dal decreto Milleproroghe». La maggior parte delle rateizzazioni concesse riguarda somme fino a 5 mila euro per i quali non è richiesta alcuna documentazione particolare a supporto della domanda. «In genere, nell’80% dei casi – osserva Popoli – la cifra è sotto i 20 mila euro, mentre l’importo minimo a rata è di 100 euro. Raramente rifiutiamo il nostro aiuto – prosegue il direttore – è raro che si dica di no a un contribuente, ci rendiamo conto delle situazioni individuali e cerchiamo di venire incontro a tutti. È bene che si capisca che il nostro servizio non è fatto per rovinare le persone – conclude – ma per dare una mano il più possibile».

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