Emergenza immigrazione, Serracchiani: dal Fvg saranno subito spostati 250 profughi

UDINE. «Il Friuli Venezia Giulia sarà subito alleggerito di 250 richiedenti asilo e abbiamo definitivamente risolto la questione della caserma Lamarmora».
Lo ha riferito la presidente della Regione, Debora Serracchiani, al termine di un colloquio avuto al Viminale, assieme all’assessore regionale Gianni Torrenti, con il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione al ministero dell’Interno.
Riferendosi all’ipotesi che la caserma Lamarmora di Tarvisio potesse essere destinata a centro di accoglienza in caso di afflusso straordinario di profughi, Serracchiani ha confermato che «è stata individuata nell’autoparco di Coccau la soluzione alternativa nel caso di un’eventuale emergenza temporanea», area della quale è già stata acquisita la disponibilità da parte della concessionaria autostradale Autovie venete.
«Rispondendo a un'istanza del territorio - prosegue Serracchiani - mi sono personalmente attivata e siamo giunti rapidamente a questa soluzione.
Nei prossimi giorni faremo un sopralluogo assieme al prefetto di Udine, che ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione, per verificare quali interventi dovrebbero essere fatti per renderlo immediatamente utilizzabile».
È emerso che è possibile contemperare le esigenze di attrarre nuovi investimenti internazionali a Tarvisio per il recupero di strutture dismesse e di disporre al tempo stesso di aree potenzialmente destinabili a emergenze migranti.
Nel corso dell’incontro sono state approfondite le questioni legate alle presenze in Fvg: «Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni - riferisce Serracchiani - evidenziando alcune criticità tra cui un eccesso di presenze a Udine, convenendo con il prefetto Morcone l’importanza di mantenere attivo un continuo collegamento tra Roma e Trieste per garantire che vi sia un deflusso regolare.
Siamo la Regione che è riuscita a impiegare in misura maggiore del resto d’Italia i profughi in attività lavorative volontarie e gratuite a servizio della comunità ospitante», conclude.
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