Eluana 5 anni dopo: un convegno riaccende la polemica

«Chi rappresenta la Provincia non può essere giudice etico» Il democratico Lerussi chiede conto anche delle spese

UDINE. «Fontanini strumentalizza, aizza, provoca e vuole uno scontro sulla vicenda di Eluana Englaro. E in questo campo non è accettabile che chi rappresenta la Provincia si faccia sacerdote e giudice dell’etica e del credo di vita dei suoi cittadini».

A parlare sono il segretario provinciale del Pd Andrea Simone Lerussi, il capogruppo provinciale Salvatore Spitaleri e tre consigliere: Daniela Corso, Carmen Galdi ed Erica Gonano. Perché domani saranno passati cinque anni dalla scomparsa della giovane che aveva vissuto 17 dei suoi 39 anni di vita in stato vegetativo. E questa mattina la Provincia di Udine ospita il convegno “Non dimenticare per costruire la cultura della vita”, poco più di due ore di discussione che raccolgono le voci di chi quei giorni criticava aspramente la scelta della famiglia Englaro.

Inoltre, domani le associazioni “pro vita” si ritrovano per un sit in davanti alla Quiete, la clinica che ospitò gli ultimi giorni della ragazza. «Chi rappresenta Fontanini quando prende certe posizioni che non investono la sfera politica bensì quella etica – chiedono gli esponenti Pd –? Crediamo che il rispetto delle idee e soprattutto delle volontà altrui siano fondamento della libertà e democrazia di tutti i cittadini, anche dei friulani. Quale garanzia di imparzialità possiamo attenderci da un convegno che già nel titolo dichiara una posizione critica rispetto agli eventi e alle scelte personali della famiglia Englaro? Nel rispetto dei relatori scelti e delle loro opinioni, non sembra garantito un adeguato contraddittorio e tutto appare, fin dalle premesse, predisposto a scandire una posizione assolutamente di parte, in nulla considerando la possibilità che esistano punti di vista differenti e ugualmente degni di ascolto e considerazione».

C’è poi la voce “spese” fra i dubbi del Pd: «Chiediamo a Fontanini ragione sulle spese di un convegno sul fine vita che esula dalle competenze provinciali. Forse in attesa della chiusura definitiva della Provincia intende trasformare l’ente in una sezione della Lega Nord o nella sede di un suo partito personale? Quando non si possono portare i risultati della propria amministrazione, si butta la palla in tribuna. Il giudizio sulla guida della Provincia di Udine è sconfortante, tanto che larga parte delle forze politiche che sostengono l’attuale maggioranza provinciale hanno votato, in Consiglio regionale, per l’abrogazione di tali enti».

L’appuntamento con il convegno “Non dimenticare per costruire la cultura della vita” è alle 10 nel salone del Consiglio di palazzo Belgrado. Intervengono il presidente Pietro Fontanini, il parlamentare Gian Luigi Gigli, padre Cristiano Cavedon dell’Ordine dei Servi di Maria, il direttore sanitario della residenza protetta “Villa San Giusto” di Gorizia Claudio Simeoni, il presidente dell’associazione “Amici di Ale” Giancarlo Pivetta, Paolo Fogar, presidente dell’associazione “Amici dei traumatizzati cranici” e il delegato episcopale per la Cultura dell’Arcidiocesi di Udine, don Alessio Geretti.

«Non crediamo proprio che nascondere la vergogna sotto il tappeto serva a non provarla più, a stare meglio – attacca Fontanini –. Pensiamo che quel che è accaduto a Eluana debba essere ricordato, minuto per minuto, come un dramma comune, come una pagina dolorosa, come l’occasione perduta che dobbiamo riconquistare per evitare che la legge si sostituisca alla coscienza del cittadino, per sentenza o decreto». E domani pomeriggio, dalle 15 alle 18, in via Sant’Agostino si rivivranno per qualche ora quei sei tragici giorni che hanno visto la città sconvolta dalle proteste, con il sit in dei movimenti Cristo per la vita e Militia Christi.

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