Elettrodotto, si allarga il fronte degli oppositori

SAN LEONARDO. Ad aprire la strada, stavolta, è stata l'assemblea civica di San Leonardo, che il 23 dicembre ha approvato - per prima, fra tutti i Comuni delle Valli - un ordine del giorno in cui viene ribadita la totale, drastica contrarietà delle amministrazioni locali all'impattante progetto dell'elettrodotto transfrontaliero Udine ovest-Okroglo. Ora, parallelamente all'azione che si svilupperà sul fronte valligiano appunto (dove ciascun consiglio si confronterà sull'argomento, votando il documento di cui sopra) e a quella parlamentare - a doppia "firma": il senatore Sonego e la deputata Pellegrino hanno già presentato distinte interrogazioni in materia -, scatta (nuovamente) l'iniziativa del periodico cividalese Il Ponte, la Cassandra di turno
. Era stato infatti proprio il foglio cittadino, lo scorso anno, a rilanciare il problema, esortando le giunte del territorio all'attenzione perché - aveva segnalato - il disegno pareva tutt'altro che archiviato. All'epoca la risposta della politica era stata corale: allarmismo ingiustificato, si era detto; preoccupazioni "gratuite", non suffragate da alcun dato oggettivo. Finché, pochi giorni addietro, lo scenario è cambiato - e radicalmente - con la notizia che la Commissione europea ha inserito l'infrastruttura (programmata da Terna) nell'elenco dei piani considerati d'importanza strategica per lo sviluppo della rete energetica nazionale e transnazionale.
«Visto?», sembra dire ora la redazione del Ponte, che annuncia un'imminente mobilitazione: «Non si può pensare - ammonisce la direzione del giornalino - che basti un'ordinanza sindacale per imporre l'interramento della linea dell'elettrodotto. Chiederemo alle forze d'opposizione di riportare la questione al vaglio del consiglio di Cividale e avvieremo, a brevissimo, una raccolta di firme sull'argomento».
Ma tornando alla seduta assembleare di San Leonardo: vi ha preso parte pure una rappresentanza del Comitato per la Vita del Friuli rurale, realtà che si batte da tempo contro l'ipotesi "mostro" e che porta adesso ad esempio la «determinazione» dimostrata dai componenti dell'assise valligiana: «Determinazione - rileva Aldevis Tibaldi, portavoce dell'organismo - frutto delle reiterate denunce del nostro Comitato e di un recente incontro dei sindaci delle Valli del Natisone: dal confronto era scaturita la decisione di intraprendere un'azione unitaria in difesa del territorio e del futuro della sua popolazione.
Chiamiamo a raccolta tutta la gente del Friuli: si renda partecipe e solidale alle istanze della comunità di San Leonardo e condanni con fermezza ogni tentativo dell’esecutivo regionale di privilegiare i potentati romani. Sia il Friuli degno di San Leonardo».
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