Electrolux, summit al ministero

PORDENONE. Il ministero dello Sviluppo economico convoca per il 21 ottobre un tavolo sulla vertenza relativa ai quattro stabilimenti italiani dell’Electrolux, cui siederanno sindacati, Regioni e multinazionale, ma secondo Fim, Fiom e Uilm prima di questo summit sarà necessario un confronto con l’ente guidato da Serracchiani per affrontare solamente il caso di Porcia (400 esuberi).
Dopo la richiesta d’incontro inoltrata la scorsa settimana, i sindacalisti Gianni Piccinin (Fim), Roberto Zaami (Uilm) e Maurizio Marcon (Fiom) rinnovano l’invito alla Regione a convocare il meeting con Electrolux a stretto giro.
La principale questione da affrontare riguarda i ritardi della multinazionale nel concretizzare gli impegni previsti dall’accordo di maggio 2014. Tutti i soggetti interessati nella vertenza stanno facendo la propria parte: Regione, governo, lavoratori e sindacati (si pensi alla rinuncia del 70 per cento dei permessi sindacali, che riduce l’operatività delle rappresentanze degli addetti).
Chi non è al passo, come rilevano le forze sociali, è Electrolux. «Positivo l’incontro di verifica al Mise, ma ribadiamo la necessità di un confronto ad hoc, prima dell’appuntamento a Roma, soltanto per affrontare la partita relativa agli impegni sul sito di Porcia – rilevano i sindacalisti –. Ricordiamo che l’unica a non avere realizzato la parte più importanti degli impegni contemplati nell’intesa è Electrolux».
«I volumi si attestano al 10 per cento in meno rispetto a quanto previsto (e alla loro riduzione corrisponde un aumento delle eccedenze) e i progetti di reindustrializzazione dello stabilimento e di reintroduzione nel sito di alcune lavorazioni (insourcing), che dovrebbero scongiurare 150 esuberi e dovevano essere già realizzati, sembrano lontani dalla concretizzazione».
Le forze sociali mettono in luce che pure la partita relativa agli investimenti va chiarita. «Sia per i progetti finanziati attraverso bando dalla Regione sia per quelli di sviluppo di prodotto che interessano solamente lo stabilimento di Porcia – osservano –. Per queste ragioni rinnoviamo alla Regione l’invito a un confronto prima del 21 ottobre: c’è la necessità di fugare dubbi e dare risposte agli interrogativi anche dei lavoratori sul loro futuro».
«Un confronto che ci consenta di poter affermare che gli impegni vengono rispettati da tutti gli attori di questa vertenza. Non possiamo aspettare il 2017, data entro la quale dovrà essere tradotto in realtà il piano per salvare almeno 150 posti di lavoro: il destino del sito produttivo è strettamente legato alla capacità dei soggetti interessati ad agire per tempo, per costruire prospettive industriali che evitino ulteriori perdite occupazionali e impoverimento del territorio».
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