Electrolux investe su Porcia: a bilancio altri 14,1 milioni nel 2019

La conferma dell’azienda durante il vertice romano al ministero dello Sviluppo. Restano da gestire 80 esuberi, in vista un accordo con il Professional
FOTO MISSSINATO - VEDUTA ELECTROLUX
FOTO MISSSINATO - VEDUTA ELECTROLUX

PORCIA. Electrolux presenta i conti al Mise (il ministero dello Sviluppo economico) ed è il bilancio degli impegni previsti nell’accordo stipulato nel 2014 con sindacati, Regione e Governo, e conferma - nei fatti - la volontà di restare, e investire, in Italia.

L’accordo aveva previsto, per Porcia, la fabbrica “a rischio” del Gruppo all’epoca, 7,1 milioni di euro di investimenti, a fine 2017 la multinazionale svedese ne ha riversati 11,3. Nel 2018 il capitolo sale a 13,9 milioni di euro. I volumi della fabbrica pordenonese avrebbero dovuto essere 750 mila pezzi a regime nel 2017, a fine 2018 le apparecchiature prodotte dovrebbero essere 840 mila.

Nel 2019 il Gruppo investirà ancora su Porcia per 14,1 milioni di euro. L’unico neo riguarda le eccedenze. Dei circa 300 esuberi iniziali, una parte ha aderito alla proposta dell’azienda optando per le dimissioni incentivate, una cinquantina è stata rioccupata all’interno di Porcia in altra attività (il magazzino ricambi).

A oggi sono un’ottantina quelli che rimangono classificati come “esuberi” a Porcia, che in realtà avrebbero a disposizione un contratto di assunzione con la Roncadin di Meduno accompagnata da un incentivo interessante (41 mila euro per ogni lavoratore che accettasse il trasferimento), che nessuno però ha finora ha sottoscritto.

C’è un altro impegno per favorire la riduzione delle eccedenze e offrire occasioni di ricollocamento: è la possibilità di impiegare i lavoratori di Porcia in bassa stagionalità nello stabilimento del Professional di Vallenoncello che, nei periodi di picco, fa ricorso ai terministi o ai somministrati (tra le 20 e 30 unità).

Sul fronte dell’organico, c’è un’area di Electrolux che è cresciuta e continua a crescere: è la divisione ricerca e sviluppo - che ha sede a Porcia -, in cui Electrolux investe, solo in Italia, circa 106 milioni di euro. A settembre conta 890 dipendenti, con una crescita di circa 300 unità negli ultimi 3 anni.

Il punto è stato fatto ieri a Roma nel corso di un incontro tra azienda, sindacati e rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro. È stata l’occasione per esaminare lo stato dell’arte di occupazione, investimenti, prospettive a breve del Gruppo in Italia.

Il trend degli stabilimenti è decisamente ottimo a Forlì, con volumi superiori alle attese, buono a Susegana e Porcia, in flessione a Solaro dove le eccedenze sono 200 e gli ammortizzatori scadranno a fine anno. E qui è arrivato il primo impegno del ministero, ovvero la volontà «di non abbandonare al loro destino i lavoratori di Solaro».

Pare che le risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali ci siano, serve però un decreto per poterle destinare. Porcia ha ancora una quota di ammortizzatori con cui gestire la bassa stagionalità nel 2019 e punta ad impiegare queste risorse con parsimonia per traguardare il 2020 e agganciare così il nuovo quinquennio di ammortizzatori.

Electrolux ha confermato una quota significativa di investimenti anche nelle altre fabbriche del Gruppo per il prossimo anno; il saldo complessivo a fine 2018 supera i 50 milioni di euro.

Positive le reazioni di Fim, Fiom e Uilm al termine dell’incontro, ma hanno sollecitato il Gruppo a presentare, entro novembre, un piano industriale di dettaglio e di medio periodo.
 

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