Effetto coronavirus sulla serie A: Udinese-Fiorentina si gioca, ma senza pubblico

ROMA. Dal rinvio alle porte chiuse. Si giocherà senza pubblico sugli spalti Udinese-Fiorentina, in programma sabato alle 18, uno dei due anticipi – assieme a Lazio-Bologna – previsti per la diretta su Sky, mentre in prima serata Napoli-Torino andrà in onda su Dazn. Ma a differenza della sfida del Friuli, gli altri incroci che anticipano la 26ª giornata non erano “a rischio”. Udinese-Fiorentina, dunque, è la prima gara – in ordine cronologico – sbloccata dall’alto con una decisione del Governo capace di incidere sullo stop alle manifestazioni sportive deciso nella nostra regione come misura preventiva.
Serviva un decreto del presidente del Consiglio dei ministri come aveva ricordato anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tracciando il percorso che poi è stato completato in tarda serata per far giocare ugualmente, seppur a porte chiuse, la partita allo stadio dei Rizzi come Juventus-Inter, Milan-Genoa, Parma-Spal e Sassuolo-Brescia, tutte in programma domenica (a cominciare dall’attesissimo derby d’Italia in posticipo allo Stadium di Torino): «Abbiamo un’ordinanza firmata con il ministro della Salute, per quanto ci riguarda deve essere rispettata, almeno che non venga cambiata. Avrò un confronto con il Governo: se c’è un’esigenza da parte della Lega di serie A per giocare a porte chiuse, faremo una valutazione».
L’accelerata per non rinviare a data da destinarsi Udinese-Fiorentina ha chiuso il cerchio: prima la richiesta generale da parte della Lega di serie A, come ha “consigliato” il presidente della Figc, Gravina, poi la deroga firmata dalla presidenza del Consiglio sotto forma di decreto. «Con questo dpcm abbiamo allargato la decisone anche al Friuli Venezia Giulia», ha spiegato infatti il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora che, annunciando i passi ufficiali del Governo, ha fatto cadere anche la possibilità di un mini-slittamento della gara tra la Zebretta e la Viola, ipotesi che circolava negli ambienti bianconeri. Visto che l’ordinanza in Friuli Venezia Giulia esaurirà la propria efficacia domenica 1 marzo, la voce di un rinvio a lunedì in un primo momento aveva preso piede con insistenza, senza però trovare alcuna conferma ufficiale: nè all’interno del club, nè in sede politica.
Udinese-Fiorentina a porte chiuse alimenta invece degli interrogativi “pratici”, legati al rimborso degli abbonati: un punto di domanda che ruota attorno al recente procedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato avviato lo scorso gennaio nei confronti dell’Udinese e di altri otto club di serie A: Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Milan e Roma. Nel mirino dell’Antitrust c’era la «possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali di contratto relative all’acquisto dell’abbonamento annuale», in merito in particolare ai rimborsi.
In poche parole, con le porte chiuse addio soldi per i 13.876 abbonati? Un timore non fondato, stando a quello che l’Udinese stessa ha pubblicato sul proprio sito ufficiale: in caso di squalifica del campo con disputa della partita in altro stadio o in caso di partite a porte chiuse «l’abbonato o l’acquirente del titolo di accesso per il singolo evento avrà diritto al rimborso del rateo di abbonamento o del prezzo del biglietto nei termini e nelle modalità comunicati da Udinese Calcio sul sito ufficiale o, a sua scelta, ad un tagliando sostitutivo per assistere alla partita in altro stadio (salvo disponibilità)».
Allora a cosa si riferisce l’Antitrust quando chiede al club bianconero di modificare il proprio regolamento sui rimborsi? Forse alle “note” successive. La prima: «È in ogni caso escluso il risarcimento dei danni, salvo il caso di inadempimento colpevole di Udinese Calcio». E la seconda: «Le spese di trasferta, nel caso di squalifica del campo, fanno carico agli acquirenti dei titoli di accesso». Solo dettagli sullo sfondo della decisione di giocare Udinese-Fiorentina senza pubblico.
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