«Bundì bundì!»: Edoardo Dri, il macellaio di Palmanova che ha conquistato i social
Da Borgo Udine a TikTok: il titolare della macelleria "Da Edoardo" diventa una star con 40 mila follower. La marilenghe, la coppola bianconera e gli assaggi senza filtri attirano turisti da tutto il mondo: «Il segreto? La spontaneità e il sapore della nostra terra»

«Bundì bundì!». Se siete stati anche solo una volta nei dintorni di Palmanova, è probabile che questo saluto vi suoni familiare. È il marchio di fabbrica di Edoardo Dri, macellaio per mestiere e, da meno di un anno, anche personaggio social per vocazione, con oltre 40 mila followers tra Instagram, Facebook e TikTok.
Quasi 54 anni, una moglie e due figlie, Edoardo Dri è l’esempio perfetto di come si possa cambiare passo anche quando la vita, in particolare quella professionale, sembra già ben incanalata. La sua macelleria “Da Edoardo”, in Borgo Udine 5 a Palmanova, è attiva dall’ottobre 2018 (esiste dal 1984, prima aveva altri gestori) oggi è molto più di un negozio: è una sorta di set, un punto d’incontro, una meta per curiosi e buongustai.
L’idea dei social nasce per caso, a fine giugno dello scorso anno. «Sono venuti in negozio due ragazzi che hanno uno studio qui vicino e abbiamo parlato dei video. A casa non volevano, ma io ho provato lo stesso». I primi reel, in italiano, non lo avevano troppo convinto: «Non lo so parlare bene». Poi la svolta: il friulano. E soprattutto quel “Bundì bundì” oggi diventato un tormentone.
Il primo video? Sulla mortadella del Carso. Poi uno a settimana, sempre con qualcosa di nuovo. Carne, salumi, formaggi, ma anche paste, oli, vini e prodotti selezionati in tutta Italia anche all’estero. «Prima li provo e, solo se mi piacciono, poi li vendo. E che mi piace assaggiare si vede» dice sorridendo. Alla fine dell’assaggio, ecco le sue “sentenze”, rigorosamente in marilenghe: «Chest mi plâs, questo mi piace» o «Si lasse mangjâ, si lascia mangiare».
Il segreto del successo? «La spontaneità, il mio essere come sono, senza filtri, il friulano e gli assaggi» risponde senza troppi giri di parole. E i numeri gli danno ragione: non solo i follower, ma anche i messaggi, i commenti e il via vai continuo in negozio. Non solo clienti locali, ma anche turisti e “friulani nel mondo” che, tra un like e l’altro, poi finiscono per presentarsi di persona arrivando da Australia, California, Germania e Francia: la nostalgia passa anche da un video.
E poi ci sono le storie. Come quella dell’anziano di Genova che, quasi come ultimo desiderio, voleva il suo musetto con la brovada. «Non faccio spedizioni, ma mi è dispiaciuto tanto non poterlo accontentare». Oppure le scolaresche che entrano a gruppi per una foto, gli autografi sulle borse di stoffa e i riconoscimenti improvvisi, come è successo di recente al bar della stazione di Mestre dove alcuni studenti gli hanno chiesto un selfie.
Nel frattempo, la creatività non si ferma al banco. Nascono hamburger a forma di stella – omaggio a Palmanova – cuori per San Valentino e il “cubotto”, il più venduto. In testa, la sua immancabile coppola: nera classica o a quadretti bianconeri, da tifoso dell’Udinese. La carriera di Edoardo è iniziata presto: dopo le medie, il lavoro in macelleria, poi salumifici, supermercati («ma lì eri un numero, sono andato via»), fino all’attività in proprio dal 2006. Oggi guarda avanti: in ottobre festeggerà vent’anni da imprenditore. E intanto continua a salutare così: “Bundì bundì!” e a congedarsi con un “Mandi mandi”. Perché anche nell’era dei social, certe tradizioni non si toccano.
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